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Ferrara
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mwhwFerrara (, mwiqFràra [ˈfraːra] in mwiwdialetto ferrarese) è un mwjacomune italiano di mwjq128 952 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1],cite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-2[1] capoluogo dell'mwlgomonima provincia in mwlwEmilia-Romagna.
Fu capitale del mwmqDucato di Ferrara nel periodo degli mwmgEstensi, quando rappresentò un importante centro politico, artistico e culturale. Lo mwmwsviluppo urbanistico avvenuto durante il mwnaRinascimento, l'mwnqAddizione Erculea, trasformò la città in un modello urbano che le valse il titolo di "prima capitale moderna d'Europa".cite-ref-4[4] Nel 1995 ottenne dall'mwogUNESCO il riconoscimento di mwowpatrimonio dell'umanità per il centro storico e nel 1999 ne ottenne un secondo per il mwpadelta del Po e le sue mwpqdelizie estensi.
È sede universitaria (mwpwUniversità degli Studi di Ferrara) e arcivescovile (mwqaarcidiocesi di Ferrara-Comacchio). L'economia si basa storicamente sulla produzione agricola, ma possiede vari impianti industriali, in particolare nel mwqqsettore petrolchimico, e un polo per le mwqgpiccole e medie imprese.
Contents
• Clima
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Media
• Arte
• Teatro
• Cinema
• Musica
• Cucina
• Eventi
• Frazioni
• Economia
• Servizi
• Turismo
• Strade
• Ferrovie
• Porti
• Sport
• Calcio
• Hockey
• Maratona
• Nuoto
• Rugby
• Scherma
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Secondo i dati confermati dal mwtaConsorzio di bonifica pianura di Ferrara, il territorio della provincia è per il 44% sotto il livello del mare, con depressioni che superano i - 4,5 metri in un'area compresa tra il mwtqPo, il mwtgmare Adriatico, il mwtwReno e il mwuaPanaro. L'origine alluvionale del territorio e il fatto che per secoli fosse stato soggetto a inondazioni ricorrenti ha indotto alle prime opere di bonifica realizzate dagli mwuqEstensi (con mwugBorso d'Este ed mwuwErcole I d'Este) nelle immediate vicinanze della città (a mwvaCasaglia, Diamantina e La Sammartina) e poi all'intervento nel Polesine di Ferrara, voluto da mwvqAlfonso II d'Este nel 1580, quando la fase storica del ducato estense stava per concludersi.cite-ref-5[5] Tra gli architetti che contribuirono all'opera, figura mwwgGiovan Battista Aleotti. In breve tempo, anche a causa dell'abbassamento del suolo dovuto a fenomeni di mwwwsubsidenzacite-ref-6[6], si perdettero molti dei risultati positivi ottenuti inizialmente e le bonifiche furono necessariamente ripetute (quando ormai Ferrara era tornata sotto dominio papale) con gli interventi voluti dai papi mwyaGregorio XIII, mwyqClemente VIII, mwygInnocenzo X e mwywBenedetto XIV. Le bonifiche che ebbero un effetto più duraturo si attuarono tuttavia in seguito, nel corso del XIX secolo, grazie ai nuovi mezzi meccanici a disposizione.
Il territorio, considerata la sua genesi e le vicende storiche, è contraddistinto da numerosi canali artificiali per l'irrigazione e il drenaggio delle campagne, rese coltivabili e abitabili. Esso risulta totalmente pianeggiante, con un'altitudine compresa tra 2,4 e mwzq9 m s.l.m., e una superficie di mwzg405,16 km², il che rende Ferrara il diciassettesimo comune per estensione in Italia. Confina a nord con la regione mwzwVeneto, in particolare con la mwaaprovincia di Rovigo, e a sud con la mwaqcittà metropolitana di Bologna.
Il fiume mwawPo (che nel corso dei secoli ha più volte cambiato il suo corso) ha influenzato la città sin dalla nascita e ne ha condizionato lo sviluppo. Il territorio comunale e molta parte di quello provinciale costituiscono un paesaggio modificato artificialmente, risultato dell'azione umana concretizzatasi nelle grandi opere di bonifica ricordate. La città si trova a un'altitudine inferiore al livello medio delle acque del Po e il fiume deve essere per questo controllato da argini imponenti. Serve un continuo lavoro delle pompe idrovore per non far sommergere la pianura dall'acqua e permettere così che le acque derivanti dalle precipitazioni vengano avviate verso il mare attraverso i numerosi canali artificiali.cite-ref-7[7]
Clima
La situazione climatica di Ferrara, rilevata dalla mwcgstazione meteorologica di Ferrara San Luca, evidenzia una mwcwprimavera naturalmente variabile nella sua prima parte, con colpi di coda invernali, seguita da giornate piacevoli senza picchi nella temperatura, mentre le precipitazioni risultano frequenti.
L'mwdqestate è calda e afosa, spesso interrotta da temporali anche violenti, con grandinate e un temporaneo abbassamento della temperatura. Con l'mwdganticiclone delle Azzorre, arrivano giornate soleggiate e calde, con temperature nella media del periodo. Con l'mwdwanticiclone subtropicale africano, arrivano invece ondate di calore intenso, con un alto tasso di umidità per diverse settimane: nei giorni più caldi si possono superare i 40 gradi, come è successo, per esempio, nell'agosto del 2017.
L'mwgainverno è decisamente rigido, con piogge e nevicate di media entità e frequente presenza di nebbia. Nel mese di gennaio la temperatura minima si attesta su una media di -0,9mwgq °C e la massima di circa +4 gradi. La temperatura media del mese di gennaio è di +1,6mwgg °C. Con l'alta pressione, l'inversione termica notturna può portare la temperatura sensibilmente sotto allo zero, provocando estese e intense gelate. Di giorno, in presenza di nebbia, la temperatura si mantiene prossima allo zero. Le correnti fredde orientali possono portare il mwgwburian dalle steppe russe, che provoca intense nevicate oppure giornate soleggiate, ma gelide.
La mwhqclassificazione climatica di Ferrara è: zona E (gr-g = 2326)
| Ferrara | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ferrara | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 4,1 | 7,4 | 12,7 | 17,7 | 22,0 | 26,4 | 29,1 | 28,5 | 24,2 | 17,6 | 10,8 | 5,6 | 5,7 | 17,5 | 28,0 | 17,5 | 17,2 |
| T. min. media ( °C ) | −0,9 | 0,8 | 4,7 | 8,5 | 12,8 | 16,5 | 18,7 | 18,6 | 15,4 | 10,4 | 5,5 | 1,1 | 0,3 | 8,7 | 17,9 | 10,4 | 9,3 |
| Precipitazioni ( mm ) | 39 | 41 | 53 | 62 | 62 | 61 | 44 | 47 | 56 | 75 | 64 | 48 | 128 | 177 | 152 | 195 | 652 |
| Giorni di pioggia | 6 | 6 | 8 | 8 | 9 | 7 | 4 | 5 | 6 | 8 | 8 | 7 | 19 | 25 | 16 | 22 | 82 |
| Vento ( direzione - m / s ) | W 3,4 | NE 3,5 | NE 3,5 | NE 3,6 | NE 3,5 | NE 3,4 | NE 3,3 | NE 3,1 | NE 3,1 | NE 3,2 | W 3,5 | W 3,5 | 3,5 | 3,5 | 3,3 | 3,3 | 3,4 |
• Dal 2003 Ferrara aderisce alla rete mwiqAlleanza per il clima. La provincia ha programmato investimenti per 15 milioni di euro per l'efficienza energetica.cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]cite-ref-11[11]
Sismicità
La città in epoca storica ha avuto due eventi sismici importanti e devastanti, il mwoaterremoto di Ferrara del 1570 e il più recente mwoqterremoto dell'Emilia del 2012. Quest'ultimo ha raggiunto magnitudo massima 5.9, con epicentro nei comuni confinanti della provincia di Modena. Si sono avute poi molte scosse minori, una di magnitudo 5.1 nel comune di mwogVigarano Mainarda e una di magnitudo 4.0 all'interno del territorio comunale. Numerosi edifici pubblici sono stati resi inagibili e seri danni si sono avuti al patrimonio artistico, agli edifici scolastici, all'università, all'ospedale e alle chiese. Molti danni hanno subito anche migliaia di abitazioni civili, con circa 1.135 sfollati.cite-ref-12[12]cite-ref-13[13]cite-ref-14[14]
Origini del nome
Non esistono fonti certe sull'etimologia del nome mwwaFerrara anche se appare molto probabile che non nasca in epoca romana e che quindi sia comparso successivamente, nel Medioevo. Del resto la città è nata relativamente tardi rispetto ad altri insediamenti vicini come mwwqRavenna, mwwgSpina e mwwwVoghenza.cite-ref-17[17] È senza fondamento anche la derivazione mwyabiblica; nessun mwyqFerrato è mai citato nel testo sacro. Mitico pure il fatto che la città sia stata fondata da un certo Marco che qui sarebbe giunto accompagnato, tra gli altri, da una ragazza mwygtroiana di nome mwywFerrara. Si vorrebbe che l'immagine di tale fanciulla sia quella che compare scolpita sulla porta minore della mwzacattedrale, a destra, e detta anticamente mwzqMadonna Frara. Si è pensato al mwzgferro che veniva lavorato nel territorio o che il nome sia venuto dal mwzwfarro, il cereale molto usato dai mw0aromani e abbondante nel Ferrarese; mw0qFarraria, cioè terra dove si coltiva il mw0gfarro. Altra supposizione è legata alle importanti fiere che si tenevano in zona due volte l'anno. Il luogo dove queste si svolgevano veniva chiamato mw0wFeriarum areacite-ref-18[18] (piazza delle fiere). Certo è che la prima sede vescovile sorta dopo il trasferimento forzato da Voghenza veniva chiamata mw2amw2qFerrariolacite-ref-19[19]cite-ref-20[20] (mw4gForum Alieni) e che poco dopo, nel VII secolo, fu fondato il mw4wCastrum Ferrariae,cite-ref-21[21] più comunemente noto come mw6aCastrum bizantino.cite-ref-22[22]
Storia
«
Ancor oggi non è difficile, frugando in certe bottegucce di Ferrara, mettere le mani su cartoline vecchie di almeno cinquant'anni. Sono vendute ingiallite dal tempo, macchiate di umidità. Una di queste mostra corso Giovecca, la principale arteria cittadina, come era allora, verso la fine del secolo scorso.
»
Nascita della città (VII e VIII secolo)
La nascita della città di Ferrara si deve alle continue invasioni barbariche che devastarono mw-gVoghenza fra il VII e l'VIII secolo mentre mw-wpapato ed mw-aesarcato continuavano a contendersi il controllo dell'allora sede vescovile (mentre era vescovo mw-qsan Maurelio, patrono di Ferrara con mw-gsan Giorgio). Maurelio, che aveva scelto la fedeltà alla chiesa di Roma, venne ucciso e Voghenza non fu più sede vescovile, spostata al mw-wborgo San Giorgio, (la mwaqaFerrariola),cite-ref-23[23] sulla riva destra del fiume mwaquPo in corrispondenza del mwaqycastrum che si trovava sulla riva opposta e questo primo insediamento corrisponde al sito dell'antica mwaqcbasilica di San Giorgio fuori le mura.cite-ref-24[24] A metà dell'VIII secolo Ferrara, citata con questo nome da re mwaqwAstolfo, uscì dalla sfera di mwaq0influenza bizantina e venne conquistata dai mwaq4Longobardi.cite-ref-25[25]
Età romanica (dal IX al XII secolo)
Attorno alla metà dell'VIII secolo l'intera regione, che comprendeva anche mwaroRavenna, mwarsBologna ed mwarwAdria, venne donata da mwar0Pipino il Breve, re dei mwar4Franchi, a mwar8papa Stefano II. Tuttavia, l'inclusione del regno longobardo nell'mwasaImpero carolingio rese vane le rivendicazioni pontificie. Nella seconda metà del X secolo mwaseOttone I di Sassonia conquistò il mwasiregno d'Italia, che venne così integrato nel mwasmSacro Romano Impero. Ferrara rimase tuttavia legata alla Chiesa e mwasqpapa Giovanni XV, dopo la morte di Ottone e considerando l'emergere di nuove famiglie nobili (tra le quali i mwasuCanossa), concesse la città come feudo a mwasyTedaldo di Canossa.cite-ref-26[26] Il primitivo insediamento difensivo del mwasscastrum bizantino continuò ad espandersi spostando così il centro politico e religioso dal borgo di San Giorgio all'altra sponda del Po. In queste prime fasi la città si sviluppò seguendo il corso del fiume, fu una mwaswcittà lineare,cite-ref-27[nota 1] e solo in seguito l'abitato iniziò ad occupare nuove aree settentrionali. Nel 1135 la sede vescovile venne spostata nella nuova mwatecattedrale di Ferrara, innalzata a nord del primitivo insediamento del mwaticastrum.
L'affermarsi di distinti poteri (religioso e politico) unito alla struttura urbana che si stava delineando concluse questa fase di città nascente. Sorse, oltre alla nuova cattedrale, il mwatqpalazzo del municipio, e vennero realizzate o ampliate nuove strade, a partire da mwatuvia Ripagrande e via Capo delle Volte, che costeggiavano sin dai primi tempi la riva sinistra del mwatyPo.
Nel 1173 mwauiGuglielmo II Adelardi, esponente della fazione guelfa cittadina, partecipò con mwaumAldruda Frangipane, contessa di mwauqBertinoro, alla lega per la difesa della città di mwauuAncona, assediata dalle forze imperiali di mwauyCristiano di Magonza.cite-ref-29[28]
Presa del potere da parte degli Este
Le famiglie di maggior rilevo a Ferrara attorno ai secoli XII e XIII furono mwau0Torelli, Casotti, Aldigeri e Marchesella. Guglielmo dei Marchesella dispose che, in caso di scomparsa senza eredi del fratello, parte delle sue sostanze andassero a Guglielmo e Linguetta, figli di una sorella. Le nozze di mwau4Azzo VI d'Este con mwau8Marchesella Adelardi, anche se secondo alcune fonti il matrimonio non venne mai celebrato, facilitarono l'ascesa degli Este.cite-ref-30[29]cite-ref-31[30]cite-ref-32[31] Nel 1240 Ferrara fu assediata dai veneziani, alleati con i mantovani. Agli inizi del XIV secolo gli mwavwEste scontrarono con mwav0Bologna, mwav4Mantova e mwav8Verona e vennero minacciati nella stessa Ferrara. mwawaAzzo VIII d'Este chiese aiuto alla mwaweRepubblica di Venezia ottenendo rinforzi, ma alla sua morte il trono passò al nipote mwawiFolco II d'Este e non al figlio mwawmFresco d'Este, che venne escluso dalla successione. Fresco, per sostenere il suo diritto e ottenere un'investitura ufficiale come signore della città, offrì il feudo di Ferrara a mwawqpapa Clemente V.
Le guerre con la Repubblica di Venezia
Il papa inizialmente sostenne il marchese mwawwFrancesco ma nel 1308 iniziò una nuova mwaw0guerra per il controllo di ampi territori a nord ed a sud del mwaw4Po. La mwaw8Repubblica di Venezia dichiarò guerra allo Stato della Chiesa per mantenere il possesso di mwaxaCastel Tedaldo, importante roccaforte di Ferrara. Come reazione i legati pontifici ottennero la scomunica del doge di Venezia e di tutti coloro che avessero sostenuto l'occupazione della città. Il conflitto ebbe un esito favorevole per gli mwaxeestensi ma questi dovettero attendere il 1332 perché il potere tornasse di nuovo e stabilmente nelle loro mani.
Alla fine del XV secolo scoppiò una nuova mwaxmguerra quando mwaxqGirolamo Riario, nipote del mwaxupapa Sisto IV e mwaxysignore di Forlì ed mwaxcImola tentò di allargare il proprio dominio stringendo un'alleanza con lo mwaxgstato pontificio e la mwaxkrepubblica di Venezia per impossessarsi di Ferrara. Dopo alterne vicende militari si arrivò alla mwaxopace di Bagnolo che lasciò Ferrara alla casa estense ma costrinse mwaxsErcole I d'Este a cedere mwaxwRovigo ed il mwax0Polesine a Venezia, rinunciando così ai territori a nord del Po. Nel XVI secolo Ferrara ritornò in guerra schierandosi contro la Repubblica di Venezia nella mwax4Lega di Cambrai.
Il Concilio di Basilea, Ferrara e Firenze
Ferrara fu sede, tra l'8 gennaio 1438 e l'inizio del 1439, di un importante mwayuconcilio ecumenico che aveva tra le sue finalità la ricerca di dialogo con la mwayyChiesa ortodossa, la lotta all'eresia degli mwaycHussiti e la riforma della Chiesa. Il mwaygConcilio si spostò a Firenze in seguito allo scoppio di una epidemia di peste.cite-ref-33[32]
La zecca di Ferrara nel XIII e nel XIV secolo
A Ferrara, quando ormai la struttura amministrativa aveva raggiunto una sua solidità malgrado l'insicurezza politica, divenne molto attiva una zecca che coniò varie monete. Tra queste la prima fu il mwazmFerrarese o mwazqFerrarino, chiamato mwazuDenaro Ferrarese, che aveva un valore superiore all'altra moneta coniata in quel periodo dalla stessa zecca, il mwazyBagattino.cite-ref-34[33] Entrambe le monete su una faccia riportavano il nome dell'imperatore, Fredericus, con le lettere F.D.R.C. circondate dalla parola IMPERATOR, e sull'altra faccia una croce circondata dal nome FERRARIA.cite-ref-35[34]
Il secolo successivo vennero coniate diverse altre monete, tra queste il mwaaamwaaeQuattrino di Ferrara, che su una faccia riportava per la prima volta lo stemma del comune e sull'altra l'effige del vescovo di mwaaiVoghenza mwaamSan Maurelio.
Gli Estensi dal XV secolo alla devoluzione
Dal loro insediamento gli mwaayEstensi governarono la città per quasi tre secoli rendendola capitale di uno stato piccolo ma culturalmente attivissimo. Ferrara iniziò ad affermarsi nella seconda metà del XV secolo con il marchese mwaacLeonello d'Este. L'investitura ducale di mwaagBorso d'Este nel 1471 da parte del papa fu un riconoscimento fondamentale ed mwaakErcole I d'Este fece raggiungere alla città il massimo splendore realizzando, nel 1492, l'mwaaoAddizione Erculea, il progetto urbanistico di mwaasBiagio Rossetti che rese Ferrara la mwaawprima città moderna d'mwaa0Europacite-ref-36[35] e che ampliò verso nord la superficie cittadina su uno schema razionale, con vie larghe e rettilinee, incroci studiati anche dal punto di vista scenografico, nuove piazze e grandi palazzi rinascimentali. Alla corte convennero alcuni tra gli artisti ed i letterati di maggior rilievo del tempo come mwabiPiero della Francesca, mwabmPisanello, mwabqLeon Battista Alberti, mwabuAndrea Mantegna e mwabyRogier van der Weyden. Nacque la mwabcscuola ferrarese in pittura, con mwabgCosmè Tura, mwabkErcole de' Roberti e mwaboFrancesco del Cossa. Arrivarono mwabsDosso Dossi, mwabwTiziano Vecellio, mwab0Giovanni Bellini, mwab4Matteo Maria Boiardo, mwab8Ludovico Ariosto e mwacaTorquato Tasso.
Fu presente il musicista mwaciLuzzasco Luzzaschi e quando Ferrara divenne parte dello Stato della Chiesa il suo allievo mwacmGirolamo Frescobaldi fu accolto a Roma come organista in San Pietro.
La presenza dell'mwacsuniversità, fondata già nel XIV secolo su autorizzazione del mwacwpapa Bonifacio IX nel 1391 e su richiesta di mwac0Alberto V d'Este, contribuì, in quei secoli, a far arrivare tra le mura cittadine mwac4Niccolò Copernico, mwac8Giovanni Pico della Mirandola, mwadaParacelso e mwadeGabriele Falloppio.
Il ducato di mwadmErcole II d'Este, nel pieno della potenza estense, merita attenzione per due aspetti particolari. L'amore del duca per le artiglierie lo portò a far diventare Ferrara una potenza militare e una delle capitali europee nella produzione di modernissime artiglierie. Arrivò in città il massimo esperto del tempo, mwadqAnnibale Borgognoni, artefice, tra le altre, di una colubrina capolavoro chiamata la mwaduRegina. L'esercito ducale quindi poteva contare su armi all'avanguardia per i tempi.
La moglie di Ercole II poi era mwadcRenata di Francia e ciò rese di fatto la città un centro di diffusione della mwadgriforma protestante in Italia. A Ferrara arrivò, seppure non ufficialmente, anche mwadkGiovanni Calvino, e questo non fu certo gradito dalla mwadoChiesa cattolica romana.
Presenza ebraica
La comunità ebraica fu determinante sin da prima della presa di potere da parte della famiglia mwad0estense e del raggiungimento del rango ducale da parte della signoriacite-ref-37[36] ma fu certamente col 1492 che si verificò un mutamento qualitativo importante. mwaeiErcole I d'Este, in quell'anno, accolse gli ebrei mwaemsefarditi cacciati dalla mwaeqSpagna dai mwaeure cattolici.cite-ref-38[nota 2] Da allora la cultura ebraica si integrò sempre di più con quella della città sino a diventarne parte fondamentale e caratterizzante.cite-ref-39[37]cite-ref-40[nota 3]
Anche dopo la mwafmdevoluzione e la creazione del ghetto la presenza ebraica non venne meno né la partecipazione alla vita culturale. mwafqIsacco Lampronticite-ref-41[38] ne fu la prova, con la sua attività nel corso del XVIII secolo. Quasi due secoli dopo poi la vicenda di mwafkRenzo Ravenna ed i rapporti di mwafoItalo Balbo con gli ebrei continuarono a testimoniare questo legame indissolubile, e l'opera di mwafsGiorgio Bassani ne fu l'espressione letteraria.
La devoluzione allo Stato Pontificio e la lenta decadenza dal XVII al XVIII secolo
Ferrara tornò sotto controllo diretto dello mwagiStato Pontificio nel 1598 quando la mancanza di figli legittimi del duca mwagmAlfonso II d'Este permise al mwagqpapa Clemente VIII di riappropriarsi del feudo. Con la mwagudevoluzione perse il suo status di capitale per divenire semplice città di confine e andò incontro ad un inevitabile declino. Un primo segno del reintegrato potere pontificio fu la costruzione della fortezza. Questo avvenne distruggendo mwagyCastel Tedaldo, la mwagcdelizia di Belvedere ed interi quartieri. La fortezza sarà poi smantellata durante la mwaggcampagna d'Italia di mwagkNapoleone Bonaparte del 1796, riedificata nell'Ottocento dagli austriaci e definitivamente demolita nel 1859, quando Ferrara divenne parte del mwagoRegno di Sardegna. Le cronache del tempo chiarirono il vero motivo della costruzione della cosiddetta mwagscittadella del papa.
Attorno al 1708 l'allora comandante della guarnigione della fortificazione decise l'abbattimento del campanile della mwahechiesa di San Benedetto. La motivazione addotta era che il campanile, anche se lontano, permetteva con la sua altezza di vedere dentro la piazza fortificata e costituiva un potenziale pericolo. L'abate di San Benedetto riuscì a far rientrare la decisione convincendo il legato pontificio, il cardinale mwahiCasoni.cite-ref-42[nota 4] Una seconda grave conseguenza fu la creazione del mwahcghetto di Ferrara che colpì duramente gli ebrei ferraresi. Intanto gli mwahgEstensi trasferendosi a mwahkModena avevano portato con sé parte delle opere d'arte, delle artiglierie e degli archivi ducali e lo stato pontificio, subito dopo, aveva fatto trasferire a mwahoRoma ciò che era rimasto e che si poteva spostare con maggior facilità. In generale le condizioni economiche peggiorarono per tutta la popolazione per molti anni.
Periodo napoleonico, restaurazione e Regno d’Italia nel XIX secolo
L'entrata di Ferrara nel mwah0nuovo secolo è simboleggiata dalla sostituzione, sulla colonna in mwah4piazza Ariostea, della statua di mwah8papa Alessandro VII con quella di mwaiaNapoleone Bonaparte.
Tutto il secolo per la città fu denso di capovolgimenti e di prese di potere successive. Vi fu l'espropriazione dei beni ecclesiastici e vennero introdotte diverse novità a livello amministrativo, si promise maggior giustizia e libertà ma intanto si realizzò l'arricchimento a livello locale di alcune famiglie (i Massari ed i Gulinelli). Nel 1809, sostenuti dagli austriaci, circa 6.000 contadini tentarono l'assalto alla città. Vi furono imprigionamenti, alcuni rivoltosi furono fucilati o mwaiyghigliottinati. Nel 1813 in Ferrara rientrarono gli austriaci, mwaicGioacchino Murat la riprese per una sola settimana, poi, nel 1815, gli austriaci rientrarono in modo più stabile e ripristinarono, sotto il loro controllo, il potere dello mwaigStato Pontificio.
Una nuova ribellione a Ferrara ebbe la meglio sulle forze pontificie, attorno al 1831, ma fu domata ancora una volta dagli austriaci. Altri moti insurrezionali di portata limitata, uniti a parziali concessioni, si ebbero a partire dal 1846. Seguì un periodo difficile per altre cause (nove mesi di precipitazioni piovose ininterrotte, alluvioni ed esondazioni del Po ed una epidemia di colera) ma, allo stesso tempo, con novità positive. Venne valorizzata la vocazione agricola del territorio e, a sostegno di questa nuova economia emergente, venne fondata, nel 1838, la mwaioCassa di Risparmio.
Sul piano politico nel 1849 venne dichiarata la fine del controllo pontificio ma le forze austriache controllarono ancora la situazione e procedettero con arresti e fucilazioni.cite-ref-43[39] Un mutamento fondamentale si registrò nel biennio compreso tra il 1859 e il 1861 che, a seguito del mwajaplebiscito delle provincie dell'Emilia del 1860, portò all'adesione al mwajeRegno d'Italia. In quel periodo passò in città anche mwajiGiuseppe Garibaldi, diretto in Italia centrale.cite-ref-44[40]
Ferrara nel XX secolo
All'inizio del XX secolo pure a Ferrara si visse il clima che precedette lo scoppio della mwaj4prima guerra mondiale. L'mwaj8interventismo di alcuni esponenti della borghesia cittadina nel 1914 fece giungere in città anche mwakaCesare Battisti,cite-ref-45[41] e in seguito, con lo scoppio della guerra, in diversi partirono volontari anche se Ferrara rimase lontana dal fronte, una città di retrovia, poco coinvolta direttamente nelle operazioni belliche.
Ad mwakyAguscello (dove poi sarebbe sorta la Città del Ragazzo) fu operativo un ospedale militare specializzato nel trattamento delle malattie nervose. Qui, per un certo periodo, furono in servizio o ricoverati diversi artisti come mwakcGiorgio de Chirico, il fratello mwakgAlberto Savinio e mwakkCarlo Carrà.cite-ref-46[42]cite-ref-47[43]cite-ref-48[44]cite-ref-49[45] De Chirico a Ferrara incontrò poi mwaloFilippo de Pisis ed anche una giovane ferrarese alla quale fu molto legato e che rimase a lungo sconosciuta, mwalsAntonia Bolognesi, scoperta nella sua identità solo attorno al 2014.
Con la fine della guerra vennero anni difficili e crebbero le rivendicazioni sindacali. La grande proprietà terriera provinciale, per contenere le richieste dei braccianti appoggiate dal mwal0socialismo, sostenne lo squadrismo del nascente mwal4fascismo e si ebbero diversi episodi di violenza.cite-ref-50[46] In questo clima maturò l'assassinio di mwammGiovanni Minzoni e di questo venne accusato come mandante mwamqItalo Balbo (senza che vi facessero seguito conseguenze penali). Il legame tra fascismo e borghesia locale divenne forte e molti appartenenti alla comunità ebraica condivisero inizialmente queste posizioni. mwamuGiorgio Bassani invece fu sempre critico con i concittadini per questo ed a conferma della sua opposizione, attorno al 1941, entrò in un gruppo antifascista e venne incarcerato.cite-ref-51[47]
Dopo la presa del potere del regime avvenne un mutamento importante. Furono abbandonati squadrismo e violenza scoperta, non più necessari con l'opposizione ormai ridotta al silenzio, e si riscoprirono gli aspetti culturali, utili anche a fini propagandistici. Venne valorizzato il patrimonio storico e artistico cittadino, fu esaltata la peculiarità della Ferrara mwamsestense mentre a livello nazionale si celebrava la grandezza di Roma imperiale. Quindi, malgrado le tragedie prodotte dal mwamwfascismo (le numerose vittime dello squadrismo e l'annullamento del movimento operaio), per oltre un decennio Ferrara fu di nuovo al centro dell'attenzione nazionale con grandi iniziative ed una riqualificazione urbanistica seconda solo all'mwam0Addizione Erculea.
Ancor prima che fossero promulgate le mwanqLeggi razziali fasciste si dimise dalla sua carica il podestà mwanuRenzo Ravenna perché ebreo, che poi prese le distanze dal regime.
Con lo scoppio della mwancseconda guerra mondiale, la morte di mwangItalo Balbo, la successiva caduta del fascismo e l'inizio della guerra di liberazione vi furono attentati e rappresaglie. Il federale mwankIgino Ghisellini cadde in un'imboscata, ne furono accusati gli antifascisti e undici ferraresi vennero fucilati accanto al mwanoCastello Estense il mwans15 novembre del 1943.
Nel 1943-44 Ferrara fu sede, nei locali del tempio israelitico di rito italiano, di uno dei mwan0campi di concentramento della Repubblica Sociale Italiana destinato a ospitare gli ebrei arrestati in città e provincia.cite-ref-52[48] Gli internati furono trasferiti al mwaoicampo di Fossoli in tre riprese (12 febbraio 1944, 25 febbraio 1944 e 6 marzo 1944) e di lì deportati ad mwaomAuschwitz.
I mwaoubombardamenti alleati portarono morte e danni ai palazzi storici, alle infrastrutture ed alle abitazioni private. Per la città la guerra finì con l'arrivo dalle truppe inglesi il 24 aprile 1945.cite-ref-53[49]cite-ref-54[50]
Figure emblematiche delle contraddizioni vissute dalla città tra le due guerre furono il gerarca mwapmItalo Balbo, prima squadrista e violento e poi grande trasvolatore, amico degli ebrei, uomo di stato e di cultura non sempre gradito a mwapqBenito Mussolini, il podestà fascista ed ebreo mwapuRenzo Ravenna, amico di Balbo, prima amministratore attento della città e poi perseguitato dallo stesso regime perché ebreo, e mwapyGiorgio Bassani, scrittore ebreo, antifascista, in grado di indagare la natura profonda dei suoi concittadini e di celebrare con la sua arte la città alla quale era legato.
La seconda metà del XX secolo iniziò con la ricostruzione e vide un progressivo processo di inurbamento con la costruzione di nuovi quartieri di edilizia popolare ed un lento abbandono delle campagne accelerato dalla modifica delle pratiche agricole che richiedevano minor manodopera. Per il medesimo motivo molti braccianti agricoli emigrarono verso altri paesi. Si ebbe poi la crisi di alcune aziende storiche come la Zenith (calzature) e la Lombardi (conserve). La speculazione edilizia non provocò troppi danni, con l'eccezione di due casi: il grattacielo in zona stazione e l'area di mwapgporta Paola, accesso alla città da mwapkBologna.cite-ref-55[51]
Alla fine del secolo (nel 1995) la città entrò nella lista del mwap8Patrimonio dell'umanità dell'mwaqaUNESCO.
Ferrara nel XXI secolo
Il nuovo secolo inizia con varie problematiche, fra cui il progressivo svuotamento del centro cittadino legato ad un piano di decentramento di uffici pubblicicite-ref-56[52], l'aumento delle difficoltà nel settore della distribuzione (in particolare dei piccoli negozicite-ref-57[53]) e, sul piano finanziario, la grave crisi della mwaraCassa di Risparmio di Ferrara che interessa tutta la provincia.
La percezione pessimistica dei cittadini ferraresi riguardo alle condizioni generali della vita in città è un aspetto critico che li accomuna a molti italiani che risiedono in altre realtà locali e appare più o meno amplificata in funzione della qualità della partecipazione alla vita pubblica e delle opinioni politiche. In questo si osservano analogie con realtà come Torino, Brescia, Ancona, per citarne solo alcune. I temi come disoccupazione giovanile, spaccio, sicurezza, integrazione e, in genere, fiducia nelle istituzioni, condizionano i rapporti nella città estense.cite-ref-58[54]cite-ref-59[55]cite-ref-60[56]cite-ref-61[57]cite-ref-62[58]cite-ref-63[59]
Nel maggio 2012 la città è stata colpita dal mwassterremoto dell'Emilia che ha provocato ingenti danni ma nessuna vittima sul territorio comunale.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con decreto del Capo del Governo del 2 giugno 1934.cite-ref-64[60]
• Lo mwatqstemma di Ferrara è costituito da uno mwatuscudo perale diviso orizzontalmente a metà, con la parte superiore di color mwatynero e la parte inferiore di color mwatcargento. Lo scudo è mwatgtimbrato da una mwatkcorona mwatoducale, ricordo del periodo ducale della città.cite-ref-65[61]cite-ref-66[62]
Onorificenze
Grande medaglia d'argento di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)
«Alla Città di Ferrara»
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Elenco delle ricompense conferite ai benemeriti in occasione del terremoto calabro-siculo 28 dicembre 1908 con RR. decreti 7 e 21 luglio, 9 agosto, 23 settembre 1910; 23 febbraio, 16 marzo, 27 maggio 1911, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 130 del 30 giugno 1911
Ferrara rientra fra le mwaxccittà decorate al valor militare per la guerra di liberazione, ed è stata insignita della mwaxgMedaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici sofferti dalla sua popolazione e per il suo ruolo nella mwaxklotta partigiana per la mwaxoliberazione dall'occupazione mwaxsnazifascista durante la mwaxwseconda guerra mondiale.
Medaglia d'argento al Valor Militare
«Importante nodo strategico, capoluogo di provincia, profondamente legata a solide tradizioni di lotte operaie e popolari, ricca di fermenti democratici, subisce una feroce ed inumana repressione fascista. Benché duramente colpita, forte della propria fede nella libertà, non cede e, mentre i suoi figli migliori numerosissimi cadono nelle piazze e nelle strade, anche oltre i confini della Patria, tenacemente conduce, con slancio sempre più eroico la guerra contro l'occupante e, pur combattendo in svantaggiose condizioni ambientali, non dà tregua ai nazifascisti e, dopo duri e sanguinosi scontri, insorge a fianco delle forze partigiane. Il 22 aprile 1945, Ferrara è libera! Ferrara, 8 settembre 1943-22 aprile 1945.»
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Ferrara
Monumenti e luoghi d'interesse
Ferrara presenta un centro storico ben conservato e ricco di monumenti. La città è uno dei quattro capoluoghi (con mwayiBergamo, mwaymGrosseto e mwayqLucca) ad avere il centro storico circondato da una mwayugrande cerchia muraria ancora in larga parte integra e quasi pressoché immutata nel corso dei secoli. Queste mura, che hanno raggiunto in epoca rinascimentale la loro massima estensione, racchiudono un'area di dimensioni molto maggiori rispetto a quella edificata al tempo dell'mwayyAddizione Erculea e diversa rispetto al momento della sua fondazione, quando nacque "Ferrariola", collocata a sud dell'antico corso del Po. Lo spazio interno in parte rimase adibito a campi e venne urbanizzato nei secoli successivi all'addizione di mwaycErcole I d'Este. Un momento importante fu quello dell'mwaygAddizione Novecentista e poi nuovi interventi furono realizzati nella seconda metà del XX secolo.
L'Addizione Erculea è considerata la più importante e innovativa opera urbanistica del mway8Rinascimento italiano e il suo valore storico e culturale ha influito in modo determinante nell'assegnazione del titolo di mwazapatrimonio dell'umanità alla città. L'opera urbanistica fu commissionata all'architetto di corte mwazeBiagio Rossetti dal duca mwaziErcole I d'Este, che voleva spazi e dimensioni degni di una capitale. Così venne raddoppiato lo spazio racchiuso dalle mura e si superò il modello urbano romano e medievale, caratterizzato da vie strette e sinuose spesso nate assecondando le disomogeneità del terreno. Rossetti disegnò un nuovo assetto viario mwazmintra moenia molto rigoroso e composto da grandi arterie rettilinee che mettevano in comunicazione i punti focali della città e che, incontrandosi, generavano incroci segnalati da edifici monumentali.cite-ref-69[65] Il luogo maggiormente identificativo è il mwazgQuadrivio degli Angeli, incrocio tra l'asse nord-sud (da mwazkPorta degli Angeli al mwazoCastello Estense) e l'asse est-ovest (da mwazsPorta Mare a mwazwPorta Po), su cui affacciano mwaz0Palazzo dei Diamanti, mwaz4Palazzo Prosperi-Sacrati e mwaz8Palazzo Turchi di Bagno.
L'Addizione Novecentista fu un intervento più frammentato, che interessò solo parte della città. Alcune aree vennero modificate secondo il gusto architettonico del tempo noto come mwa0yrazionalismo italiano. Tra gli architetti interessati vi fu mwa0cCarlo Savonuzzi e le personalità maggiormemte coinvolte in quel periodo furono mwa0gRenzo Ravenna e mwa0kItalo Balbo.
Oltre ai punti più visitati, Ferrara conserva spazi e punti caratteristici come mwa0sVia Coperta, mwa0wVicolo dei Duelli e mwa00Via delle Vigne.
Architetture religiose
Chiese cattoliche
• mwa1yCattedrale di San Giorgio, sede dell'mwa1cArcidiocesi di Ferrara-Comacchio e riveste importanza storica ed artistica notevole. Venne edificata sul sito di una delle prime linee difensive delle antiche mura mwa1gmedievali attorno al XII secolo. La data di inizio lavori per la sua erezione non è certa e un'epigrafe del 1135, sopra l'arco del mwa1kprotiro, recita: mwa1oanno milleno centeno ter quoque deno / quinque superlatis struitur domus haec pietatis. Il verbo mwa1sstruitu, di difficile traduzione, è stato interpretato sia come mwa1wsi costruisce, sia come mwa10si continua a costruire. Il progettista che diede inizio anche alla realizzazione del protiro è mwa14Nicholaus (già architetto della mwa18basilica di San Zeno a mwa2aVerona e della mwa2esacra di San Michele in mwa2iVal di Susa), chiamato al compito con mwa2mGuglielmo degli Adelardi. La "firma" di Nicholaus è contenuta in un'iscrizione collocata sopra la cornice della lunetta del portale maggiore. La facciata della mwa2qcattedrale è mwa2uromanica e presenta mwa2ylogge, mwa2carcate, mwa2gstatue, mwa2krosoni e mwa2obassorilievi. Alcuni particolari di epoca successiva presentano caratteristiche mwa2sgotiche (il mwa2wGiudizio universale posto sul mwa20protiro sorretto da due mwa24ippogrifi o la statua della mwa28mwa3aMadonna col Bambino nella loggia sopra il portale centrale). Sul lato destro rivolto a mwa3epiazza Trento e Trieste esisteva una seconda entrata denominata "porta dei Mesi", completamente demolita durante un restauro mwa3isettecentesco. Sullo stesso lato meridionale è stata ritrovata un'iscrizione (quasi completamente situata sotto il livello della piazza) che corre lungo tutta la fiancata, recante un decreto del Consiglio dei sapienti del comune, del 13 maggio 1173, testimonianza delle regole e delle consuetudini locali. Un'altra importante iscrizione si trova nella facciata, accanto alla statua di mwa3mAlberto V d'Este, e riporta la mwa3qbolla pontificia di mwa3upapa Bonifacio I che istituiva l'mwa3yuniversità di Ferrara, datata 4 marzo 1391. L'interno ha tre mwa3cnavate ed è decorato in stile mwa3gbarocco. Nelle mwa3kcappelle laterali sono presenti numerosi dipinti di mwa3oGuercino, di mwa3sGarofalo e di mwa3wFrancesco Francia. L'mwa30abside è opera di mwa34Biagio Rossetti e nel catino absidale è mwa38affrescato il mwa4aGiudizio Universale. Il mwa4ecampanile in mwa4imarmo rosa e bianco è stato attribuito a mwa4mLeon Battista Alberti e nella sua forma attuale risulta incompleto.
• mwa5cBasilica di San Giorgio fuori le mura, fu la prima basilica della città, costruita sulla sponda destra del mwa5gPo di Volano dove si era creata e sviluppata la Ferrara antica. Chiamata anche "monastero di San Giorgio degli Olivetani", la chiesa fu costruita nell'VIII secolo e quasi completamente trascurata quando la sede vescovile venne spostata, nel 1135, nell'attuale cattedrale. Il campanile fu rimaneggiato da mwa5kBiagio Rossetti ed ospita la tomba di mwa5oCosmè Tura.
• mwa5wChiesa di San Francesco, opera di mwa50Biagio Rossetti, costruita nel 1494, presenta una mwa54pianta a mwa58croce latina e una facciata mwa6arinascimentale. L'interno, a tre mwa6enavate, presenta otto cappelle per ogni lato.
• mwa6mChiesa di San Paolo, che è stata interamente ricostruita dopo il terremoto del 1570. Fungeva da luogo di sepoltura per la nobiltà ferrarese. Vi sono conservati dipinti dello mwa6qScarsellino e del mwa6uBastianino. A fianco della chiesa si conserva l'antico mwa6yconvento con due mwa6cchiostri.
• mwa6kChiesa di Santa Maria in Vado, che deve il suo nome ad un guado del mwa6oPo detto mwa6sil vado presente nei dintorni dell'edificio. Secondo la tradizione nella chiesetta preesistente a quella edificata in seguito, vi avvenne un mwa6wmiracolo eucaristico nel 1171. Da un'mwa60ostia spezzata fuoriuscì un getto di sangue che andò a colpire la volta soprastante e il punto dove si suppone siano ancora presenti le macchioline di sangue può essere raggiunto tramite una piccola scala che parte da una delle cappelle.
• mwa68Chiesa di San Cristoforo alla Certosa. È l'edificio di culto del mwa7acimitero della Certosa di Ferrara, anticamente situata in una zona decentrata, come voleva la tradizione dei mwa7ecertosini, fu in seguito compresa all'interno delle mwa7imura cittadine con l'mwa7mAddizione Erculea. Quando i certosini vennero espropriati della chiesa con l'arrivo dell'esercito napolelonico l'edificio passò, nel 1813, tra le proprietà del comune di Ferrara che riaprì la chiesa al culto e trasformo l'antico convento nel cimitero monumentale. L'interno è costituito da un'unica mwa7qnavata dotata di sei cappelle il cui progetto è attribuito a mwa7uBiagio Rossetti.
• Tombe degli Estensi, ospitate nel mwa7cmonastero del Corpus Domini, sorto tra il 1415 ed il 1431.cite-ref-70[66]
Altri edifici religiosi cattolici
• Chiesa dei Santi Pietro e Paolo detta anche chiesa dei Mendicanti
• Chiesa di San Giovanni Battista detta anche dei Cavalieri di Malta.
• Chiesa di Santa Maria della Visitazione detta anche della Madonnina.
Chiese non più sede di culto, ancora presenti ma sconsacrate
Chiese scomparse, edifici totalmente o parzialmente demoliti
Edifici religiosi di altri culti
• Chiesa Battista, realizzata in via Carlo Mayr agli inizi del Novecento è composta da una sala di culto e da una sala conferenze intitolata a Martin Luther King.
• Centri di cultura islamica, tre nel comune e diversi in provincia.cite-ref-71[67]
Cimiteri monumentali
• mwa9gCimitero monumentale della Certosa di Ferrara, include anche la mwa9kchiesa di San Cristoforo alla Certosa e venne fondato come monastero certosino nel 1452, per volere di mwa9oBorso d'Este
• mwa9wCimitero ebraico di Ferrara di Via delle vigne, all'interno dalle antiche mura, in un'area un tempo denominata mwa90Orto degli ebrei.
Architetture civili
Architetture medievali e rinascimentali
• mwa-yCastello Estense (1385). Viene considerato il monumento più rappresentativo della città. Fu concepito come fortezza militare, costruito in mattoni, a pianta quadrata e dotato di quattro torri difensive con mwa-caltane, circondato da un fossato con acqua che lo rende uno degli ultimi castelli europei con tale caratteristica. Già a partire dal 1476 mwa-gErcole I d'Este decise di trasformarlo per fargli assumere la funzione di reggia signorile. La mwa-kfamiglia abbandonò così la precedente residenza del mwa-oPalazzo Municipale e, a cominciare dal Cinquecento, intraprese i primi interventi di abbellimento del castello, in particolare con la sistemazione della mwa-svia Coperta, un corridoio sopraelevato che unisce il Castello Estense al Palazzo del Municipio, all'interno della quale mwa-wAlfonso I d'Este collocò i cosiddetti mwa-0Camerini d'alabastro, ovvero delle sfarzose stanze contenenti importanti opere appartenute a mwa-4Dosso Dossi, mwa-8Tiziano Vecellio e mwa-aAntonio Lombardo.
• mwa-iPalazzo Municipale. Fu la prima dimora degli mwa-mEstensi e venne costruito ad iniziare dal 1245. Assunse le dimensioni moderne attorno al 1481. Nel 1927, durante il periodo della mwa-qaddizione Novecentista, la facciata rivolta verso la cattedrale venne interamente ricostruita in stile mwa-uneogotico e fu riedificata la nuova mwa-ytorre della Vittoria al posto di quella crollata secoli prima. L'edificio ha una pianta rettangolare allungata con le facciate libere rivolte a piazza della cattedrale e corso Martiri della Libertà, mwa-cpiazza Savonarola, piazza castello, mwa-gvia Garibaldi e mwa-kvia Cortevecchia. L'entrata principale del palazzo (il mwa-oVolto del Cavallo) è posta di fronte al mwa-sprotiro del duomo, a confermare l'importanza del potere politico oltre a quello religioso. Il cortile interno presenta altre due entrate, la mwa-wVolta del Cavalletto (in via Cortevecchia) e il mwa-0Volto della Colombina, dove inizia via Garibaldi. Questo cortile un tempo era riservato alla corte, come il mwa-4giardino delle Duchesse, ed è diventato mwa-8piazza del Municipio con il monumentale scalone d'onore cinquecentesco che permette l'accesso al piano nobile del palazzo. Altri accessi sono dalla loggia in piazza Savonarola oppure dal mwbaaCastello Estense attraverso la mwbaevia Coperta.
• mwbamPalazzo dei Diamanti. È uno dei palazzi cittadini di maggior rilievo, sede espositiva di numerose mostre temporanee e sede permanente della Pinacoteca Nazionale. La particolarità del monumento risiede negli 8.500 blocchi di marmo a forma di punta di diamante che, oltre a dare il nome al palazzo, rendono la struttura notevolmente articolata grazie alle diverse inclinazioni delle punte dei diamanti che riescono così a creare numerosi effetti di luci ed ombre.
• mwbauPalazzo Turchi di Bagno. Ospita il mwbaymuseo di paleontologia e preistoria Piero Leonardi, il dipartimento di Risorse Naturali e Culturali della facoltà di Scienze dell'mwbacUniversità degli Studi di Ferrara e, nei suoi giardini, c'è l'mwbagOrto botanico dell'Università di Ferrara.
• mwbaoPalazzo Prosperi-Sacrati. È il più antico palazzo dell'mwbasAddizione Erculea, famoso per il suo imponente portale mwbawrinascimentale in tipico stile ferrarese, costituito da una piccola scalinata e due alte mwba0colonne che sorreggono un balconcino.
• mwba8Palazzo Bevilacqua Costabili. È un'importante dimora storica che ha ospitato la famiglia Bevilacqua trasferita in città da mwbbaVerona in occasione delle nozze di famiglia. La facciata è ornata da nicchie ritraenti volti di imperatori romani e decorazioni raffiguranti trofei militari. Il lavoro viene attribuito a mwbbeGiovan Battista Aleotti che lavorò, sempre a Ferrara, anche al palazzo Bentivoglio, caratterizzato da un simile apparato decorativo. Dopo lunghi restauri, nel 2006, vi hanno trovato sede le aule e gli uffici della Facoltà di Economia dell'mwbbiUniversità degli Studi di Ferrara.
• mwbbqPalazzo Schifanoia. È l'unica mwbbudelizia estense rimasta dentro le mura cittadine ed è sede museale. Fu antica dimora di svago della famiglia mwbbyestense ed il suo nome significa mwbbcschifare la noia. Fu costruito nel 1385 per poi essere modificato e completato nel 1493 da mwbbgBiagio Rossetti. Al piano nobile c'è il mwbbkSalone dei Mesi, una delle massime espressioni di mwbboaffreschi mwbbsquattrocenteschi italiani. Al salone, voluto da mwbbwBorso d'Este, contribuirono alcuni dei più importanti esponenti della mwbb0scuola ferrarese: mwbb4Francesco del Cossa ed mwbb8Ercole de' Roberti.
• mwbcePalazzo Costabili. Viene chiamato anche mwbcipalazzo di Ludovico il Moro ed è sede del Museo archeologico nazionale. Si presume che sia stato voluto dell'allora mwbcmduca di Milano, mwbcqLudovico il Moro, che decise di trasferirsi a Ferrara per sfuggire a pericoli che stava correndo in quel periodo. Costruito tra il 1495 e il 1503, fu opera di mwbcuBiagio Rossetti che rese particolare il palazzo per il cortile d'onore interno caratterizzato da un portico con un doppio ordine di mwbcyarcate. Nel museo archeologico sono contenuti numerosi manufatti appartenuti all'antica città etrusca di mwbccSpina. La stanza più rappresentativa e più importante è la cosiddetta mwbcgSala del Tesoro la cui volta fu decorata con la tecnica del mwbcktrompe l'oeil da mwbcoBenvenuto Tisi da Garofalo.
• mwbcwPalazzo Bentivoglio. Venne edificato per volontà di mwbc0Borso d'Este nel 1449 e ristrutturato nel 1585 ad opera di mwbc4Cornelio I Bentivoglio. L'imponente prospetto, riccamente decorato con bassorilievi marmorei araldici, armature, frecce, lance e bandiere è attribuito ad una collaborazione tra mwbc8Pirro Ligorio e mwbdaGiovan Battista Aleotti. All'interno si trovano pregevoli soffitti dipinti nel 500 dalla bottega dei Filippi.
• mwbdiPalazzo Roverella. Fu edificato nel 1508 su commissione di Girolamo Magnanini, cancelliere del Duca mwbdmAlfonso I d'Este. È una delle ultime opere realizzate da mwbdqBiagio Rossetti. Ebbe numerosi passaggi di proprietà. Nel XVIII secolo i Magnanini lo vendettero ai conti Roverella, passò poi ai conti Aventi alla fine del XIX secolo ed infine a Giuseppe Zamorani che lo lasciò in eredità al circolo dei Negozianti, che ne è proprietario dal 1932. Palazzo Roverella, a differenza di altri edifici rossettiani, è stato concepito per una visione frontale e non angolare e la facciata è caratterizzata da un assoluto rigore geometrico determinato dagli elementi architettonici e dagli ornamenti in mwbdubassorilievo, tipici del mwbdyrinascimento locale. Di particolare originalità sono le finestre addossate come mwbdcbifore alle mwbdglesene che scandiscono gli spazi verticalmente e la mwbdktrifora timpanata che si apre al centro della facciata.
• mwbeePalazzo Contrari. Edificato nel XIII secolo sulla via omonima, all'angolo con via Canonica, in pieno centro cittadino. Aveva una merlatura che crollò durante il mwbeiterremoto di Ferrara del 1570. Venne in seguito modificato ma conserva un aspetto monumentale, anche grazie al bel portale bugnato in marmo. Nelle ampie stanze i soffitti sono a cassettoni rifiniti con oro e figure di pregevole fattura. Nell'intero edificio vi sono molti fregi risalenti al momento della sua edificazione.
• mwbeqCasa di Ludovico Ariosto. Costruita nel 1526 nella parte mwbeunuova della città, quella dall'mwbeyAddizione Erculea. Fu la casa dove il poeta visse vi morì nel 1533.
• mwbegCasa Romei, di fronte al mwbekpalazzo di Renata di Francia.
• mwbesPalazzina di Marfisa d'Este.
• mwbe0Palazzo Bonacossi.
• mwbe8Palazzo Massari, con vicino l'mwbfaomonimo parco.
• mwbfiBiblioteca comunale Ariostea, nel palazzo Paradiso.
• mwbfkPalazzo della Ragione, non più esistente, fu abbattuto dopo un incendio avvenuto alla fine della mwbfoseconda guerra mondialecite-ref-72[68] Un'immagine storica così come appariva nel 1506 è presente in una mwbf8miniatura del mwbgamwbgeLibro de' giustiziati in Ferrara, conservato nella mwbgiBiblioteca comunale Ariosteacite-ref-73[69]. L'edificio è stato oggetto di una ricostruzione poco rispettosa del suo aspetto storico su progetto di Marcello Piacentini e per questo molto criticata, anche se non da tutti gli esperti. mwbgkBruno Zevi lo inserì nel cosiddetto mwbgostupro di Ferrara e mwbgsCarlo Bassi nello mwbgwsventramento di San Romano, che portò ad esempio all'intervento che modificò in modo pesante parte di mwbg0corso Porta Reno.
Architetture novecentesche
A Ferrara dagli inizi del XX secolo e fino a pochi anni dopo la mwbhsseconda guerra mondiale vi furono rilevanti interventi urbanistici voluti dal Comune sia per valorizzare un patrimonio urbano quasi in rovina sia per la riqualificazione dell'area prima occupata dalla mwbhwFortezza.
mwbh4Carlo Savonuzzi, in particolare, tra gli mwbh8anni venti e gli mwbiaanni trenta, realizzò molte opere architettoniche in mwbiestile razionalista, per quella che fu chiamata in seguito mwbiiaddizione Novecentista. Gli edifici più significativi legati a questo periodo sono la mwbimtorre della Vittoria, l'mwbiqAcquedotto, la mwbiuex caserma del Littorio, il mwbiycomplesso Boldini, il mwbicconservatorio Girolamo Frescobaldi, il mwbigmuseo di storia naturale, il mwbikpalazzo dell'Aeronautica, il mwbiopalazzo delle Poste e la mwbisscuola elementare Alda Costa.
Teatri
• mwbjmTeatro comunale (XVIII secolo), è il teatro principale della città. Quando se ne decise la costruzione ne esistevano già altri in città, ma si sentì la necessità di una struttura nuova e maggiormente rappresentativa. Furono scelti gli architetti mwbjqAntonio Foschini e mwbjuCosimo Morelli e venne decisa anche la sede ma all'inizio sorsero problemi sul progetto e solo dopo anni di ritardi i lavori ripresero per essere riaffidati ancora a Foschini e Morelli. Nel 2014 il teatro è stato dedicato alla memoria di mwbjyClaudio Abbado, che ne fu a lungo direttore artistico.
• mwbjgTeatro Nuovo, è il secondo della città per importanza, inaugurato nel 1926. Sino al 2006 la sala veniva usata anche come cinema.
• mwbjoSala Estense è all'interno del mwbjspalazzo municipale. All'origine fu la chiesa della casata mwbjwestense poi, sconsacrata, venne utilizzata per altri scopi. Attorno al 1925 venne riadattata e divenne sala cinematografica e dopo anche teatro o spazio per conferenze, concerti e manifestazioni. Spesso ospita la compagnia teatrale dialettale mwbj0Straferrara.
• mwbj8Teatro Verdi, è stato attivo sin quasi alla fine del XX secolo, poi venne chiuso definitivamente.cite-ref-74[70]
Architetture militari
• mwblaMura di Ferrara, sono costituite da una cinta fortificata che è andata espandendosi da quando i mwblebizantini, attorno al VI secolo, ne costruirono il primo nucleo. In seguito assunsero una disposizione allungata sulla riva a nord del mwbliPo unendo il mwblmCastello dei Curtensi con mwblqCastel Tedaldo. Le varie addizioni cittadine successive fecero assumere a queste fortificazioni il loro aspetto definitivo, che raggiunsero con l'mwbluAddizione Erculea, durante il governo di mwblyErcole I d'Este.
• Bastioni e porte fortificate, posizionate lungo le mura, meritano un'attenzione particolare per le loro caratteristiche architettoniche o l'utilizzo che se ne è fatto nel tempo. mwblgPorta degli Angeli che fu a lungo impiegata come spazio espositivo ne è un esempio, oppure il Torrione di S. Giovanni, usato come ambiente per concerti Jazz.
• mwbl8Castello Estense (chiamato anche mwbmaCastello di San Michele perché la prima pietra fu posata il 29 settembre, giorno di mwbmeSan Michele) venne edificato nel 1385 come fortezza militare su progetto di mwbmiBartolino da Novara. Partendo dalla già esistente mwbmmTorre dei Leoni vennero costruite altre tre torri ed una nuova struttura difensiva ad unirle. Nel 1476 mwbmqErcole I d'Este iniziò a trasformare il castello in palazzo adatto alla sua corte facendogli assumere la funzione sino ad allora assolta dal mwbmuPalazzo Municipale. Divenne così una reggia rinascimentale e, di fatto, l'edificio monumentale più importante di Ferrara.
• Completamente scomparsa la fortificazione di mwbmcCastel Tedaldo, distrutta per edificare la mwbmgfortezza papale che a sua volta è stata quasi completamente demolita.
• Quartiere medievale che ospitava il mwbmoCastello dei Curtensi. Conserva ancora tracce della primitiva fortificazione nella disposizione delle vie che sembrano seguire le antiche mura.
Siti archeologici
Non sono presenti sul territorio del comune siti archeologici, ma ve ne sono alcuni di grande importanza nel territorio provinciale. Il più vicino si trova a mwbnuVoghenza, e si tratta della necropoli romana con 67 tombe risalenti al periodo compreso tra il I ed il III secolo. Molti dei reperti del sito sono esposti al mwbnyMuseo civico di Belriguardo.cite-ref-75[71]
In Valle Pega (mwbnwComacchio) c'è la pieve paleocristiana di Santa Maria in Padovetere (VI secolo) e nel sito, nel 2015, sono stati trovati i resti lignei di una nave di circa 15 metri e ben conservata.cite-ref-76[72] Il mwboeMuseo archeologico nazionale di Ferrara (noto anche come museo di mwboiSpina) raccoglie i reperti archeologici venuti alla luce nel 1922 durante gli interventi di bonifica delle valli di Comacchio.cite-ref-77[73]cite-ref-78[74]
Aree naturali
• mwbpmParco Massari, che prende il nome dal vicino mwbpqpalazzo Massari ed è il più ampio parco dentro le mura di Ferrara. Nel XIX secolo i conti Massari, acquisendo il palazzo, lo modificarono trasformandolo in un tipico giardino all'inglese.cite-ref-79[75]
• mwbpoOrto botanico dell'Università di Ferrara, di fronte al parco Massari, risente della tradizione ottocentesca di dotare ogni grande città universitaria di un orto botanico. L'orto botanico è parte integrante dell'Istituto di botanica che aveva sede nel mwbpspalazzo Turchi di Bagno, e viene utilizzato per la conservazione, la cura e la ricerca da parte di professori e studenti delle facoltà di Scienze dell'mwbpwUniversità degli Studi di Ferrara, oltre ad essere meta di visitatori e turisti.
• mwbqiParco Pareschi, in mwbqmcorso della Giovecca, è aperto al pubblico dal 2002.
• mwbquParco urbano Giorgio Bassani, un tempo riserva di caccia e svago degli mwbqyEstensi e che costituiva anche un'importante area per la difesa territoriale. Era accessibile dal mwbqcCastello Estense percorrendo mwbqgcorso Ercole I d'Este ed attraversando la mwbqkPorta degli Angeli, inaugurata nel 1492 e chiusa ufficialmente nel 1598, quando gli Estensi trasferirono la loro corte a Modena.La porta fu poi aperta in modo irregolare sino al 1700: dalla città vi si accede con un varco aperto nella mura, in corrispondenza dei Rampari di Belvedere, attraverso via mwbq4Azzo Novello. Si estende a nord dalle mura cittadine e nei progetti dovrebbe spingersi sino al mwbq8Po, occupando di fatto un'area enorme utilizzata per l'agricoltura e, a mwbraPontelagoscuro, occupata dai resti di uno zuccherificio. È la più grande area verde fuori dalle mura della città dotata di attrezzature, piste ciclabili, un laghetto ed ampie aree a prato. Ospita la mwbreVulandra (Festival internazionale degli Aquiloni) e fino al 2019 la manifestazione del mwbriFerrara Balloons Festival. Rientrano nei suoi confini il Centro Natatorio Comunale di Via mwbrmRiccardo Bacchelli, con piscina coperta e scoperta, la sede del mwbrqCUS Ferrara Golf, gli impianti sportivi della facoltà di Scienze Motorie dell'mwbruUniversità degli Studi di Ferrara ed il campeggio Comunale Estense, tutti in Via Gramicia.
• Il polmone verde delle mura cittadine viene utilizzato da praticanti di sport amatoriali o per semplici passeggiate. In alcune zone si amplia notevolmente, e forma veri e propri parchi, come succede ad esempio alla fine di via XX Settembre, in viale Alfonso d'Este, nel cosiddetto mwbrwMontagnone (che spesso in certi periodi dell'anno ospita luna park itineranti), oppure nella zona di viale 4 novembre, un tempo mwbr0Fortezza, antica area fortificata di cui sono rimasti due bastioni esterni dopo la sua mwbr4distruzione. A breve distanza si trova la piazza dell'acquedotto, poi ci sono i Giardini della Stazione, i giardini di Viale Cavour e il verde di Piazza Ariostea. A Ferrara è ancora possibile scoprire, entro le mura cittadine, uno scorcio incredibile di campagna, come se non si fosse dentro la città. Partendo da mwbr8piazza Ariostea e proseguendo per via Folegno e mwbsavia delle Vigne si raggiunge un incredibile spazio aperto con campi. Tipici infine i numerosissimi giardini privati che si trovano nascosti tra le mura degli antichi palazzi medievali e rinascimentali.
Società
Evoluzione demografica
Abitanti censiticite-ref-80[76]
Dati aggiornati si trovano in mwbskComuni d'Italia per popolazione. La tendenza sembra essere quella di una progressiva diminuzione di residenti, anche se non costante anno dopo anno.cite-ref-81[77]
Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti nel comune erano mwbta15 375 ovvero l'11,88% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:cite-ref-82[78]
• mwbtcRomania mwbtg2 644
• mwbtoUcraina mwbts2 224
• mwbt0Nigeria mwbt41 247
• mwbuaAlbania 976
• mwbuiMoldavia 965
• mwbuqMarocco 896
• mwbuyCina 857
• mwbugPakistan 779
• mwbuoTunisia 667
• mwbuwCamerun 44
Secondo le analisi del comune di Ferrara la comunità che ha avuto il maggior incremento a partire dal 2004 è stata quella rumena. Ucraini, moldavi e albanesi sono risultati in crescita rallentata mentre marocchini e soprattutto nigeriani in forte aumento. Dal 1997 al 2007 la percentuale di cittadini stranieri residenti è passata dal 0,9% al 10,3%.cite-ref-83[79]
Lingue e dialetti
Nella città ed in provincia, oltre all'italiano, è parlato il mwbv0dialetto ferrarese (mwbv4frarés), simile nella grammatica agli altri dialetti emiliani, ma con accento ed inflessioni del tutto proprie ed influenze semantiche dal vicino mwbv8Veneto. Il ferrarese è parlato anche in alcune zone limitrofe del basso Polesine e dell'Oltrepò Mantovano. I dialetti di mwbwaCopparo, mwbweBondeno o mwbwiArgenta differiscono dal ferrarese cittadino ed al contempo sono leggermente diversi tra loro. A mwbwmComacchio e nella zona valliva il dialetto è marcatamente diverso ed è considerato dialetto a sé.cite-ref-86[82]
Alcuni termini e regole grammaticali del dialetto ferrarese sono simili a quelle della mwbwklingua francese. Ad esempio, l'uso del soggetto è sempre obbligatorio, nella forma riflessiva la particella precede il verbo e nelle forme interrogative si applica l'inversione soggetto/verbo. Tali analogie, comuni peraltro a quasi tutti i dialetti dell'Italia Settentrionale, vengono da molti erroneamente ricondotte alle dominazioni straniere del passato.cite-ref-87[83]
Religione
La maggioranza della popolazione si professa mwbxacattolica ma non ci sono dati aggiornati sulle percentuali dei fedeli praticanti. Ferrara appartiene all'mwbxeArcidiocesi di Ferrara-Comacchio che comprende in totale 172 parrocchiecite-ref-88[84]. Sono presenti cristiani ortodossi in numero consistentecite-ref-89[85] ed mwbxoevangelici mwbxsriformati. Occorre poi ricordare l'mwbxwUCEBIcite-ref-90[86], le mwbyeChiese evangeliche riformate battiste in Italiacite-ref-91[87], le mwbyyAssemblee di Dio in Italiacite-ref-92[88] e la Chiesa Evangelica Cinese in Italiacite-ref-93[89].
Grande importanza ha avuto ed ha la comunità mwbzqebraica. Fino al 1859 nel centro storico esisteva il mwbzughetto e dai primi anni del XXI secolo ha aperto il mwbzyMuseo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah.cite-ref-94[90].
Sono presenti i mwbzwTestimoni di Geovacite-ref-95[91] e due diverse comunità di mwbaecattolici tradizionalisti non riconosciute dalla mwbaiChiesa cattolica (quindi indipendenti dall'mwbamArcidiocesi di Ferrara-Comacchio):cite-ref-96[92] la mwbagFraternità sacerdotale San Pio X, fondata da monsignore mwbakMarcel Lefebvrecite-ref-97[93] e l'mwba4Istituto Mater Boni Consilii, legato alla mwba8tesi di Cassiciacum.
Tradizioni e folclore
• mwbbmPalio di Ferrara, che si svolge l'ultima domenica di maggio in mwbbqPiazza Ariostea, è la manifestazione tradizionale più antica della città, nonché il palio più antico del Mondo. Le cronache ferraresi riportano l'esistenza di festeggiamenti e giochi già a partire dal 1259, quando gli mwbbcEstensi vinsero una guerra contro mwbbgEzzelino III da Romano, comandante delle truppe imperiali. Venne riproposto nel 1933, quando si tenne una memorabile mostra del Quattrocento ferrarese al mwbbkPalazzo dei Diamanti voluta da mwbboItalo Balbo e mwbbsRenzo Ravenna e ritornò ininterrottamente dopo la seconda guerra mondiale.
Istituzioni, enti e associazioni
• Ferrara ospita la sede del governo provinciale, e la sua sede è nel mwbb8Castello Estense cite-ref-98[94]
• mwbcuArcispedale Sant'Anna di Ferrara, il principale ospedale provinciale e cittadino che si trova a Cona.
• mwbccEx Sant'Anna di mwbcgcorso della Giovecca, diventato Casa della Salute Cittadella San Rocco, conserva attività sanitarie specialistiche ed ambulatoriali ed è il presidio sanitario più importante all'interno delle mwbckmura cittadine.cite-ref-99[95]
• Ospedale San Giorgio (Centro di Riabilitazione San Giorgio) è un centro di eccellenza dell'intera regione Emilia-Romagna dove, in passato, venne seguito anche mwbc8Federico Fellini.cite-ref-100[96]cite-ref-101[97]
• mwbdkFerrariae Decus, fondata nel 1906, è attiva nella tutela del patrimonio storico e artistico della città e della provincia. Ha reso possibili, ad esempio, restauri alla mwbdochiesa di Santa Maria in Vado ed alla mwbdscattedrale.
Cultura
Ferrara è legata a molte personalità che, nel corso dei secoli, hanno lasciato un'eredità importante.
Di mwbd8Ludovico Ariosto si può visitare la casa, in via Ariosto.cite-ref-102[98] e il monumento funebre nella mwbeqBiblioteca comunale Ariostea. Gli venne dedicata nel 1933 una memorabile mostra per il suo quattrocentesimocite-ref-103[99]
mwbeoDosso Dossicite-ref-104[100] fu il pittore più rappresentativo (con mwbe8Benvenuto Tisi da Garofalo), tra gli artisti della corte mwbfaestense nella prima metà del XVI secolo. Lavorò ad esempio ai mwbfecamerini d'alabastro e molte sue opere vennero poi disperse con la mwbfidevoluzione di Ferrara, portate in alcuni casi a mwbfmModena (poi conservate alla mwbfqGalleria Estense), a mwbfuRoma o in altre città.cite-ref-105[101]
mwbfsTorquato Tasso lavorò alla corte di mwbfwAlfonso II d'Este e vi trascorse anni importanti, creativi ma anche problematici. Fuggì da Ferrara, vi tornò, venne imprigionato nel mwbf0Castello Estense per sette anni in una mwbf4cellacite-ref-106[102] (poi divenuta famosa per questa circostanza) dell'allora mwbgmospedale Sant'Anna.cite-ref-107[103]
mwbg4Giovanni Boldini fu il massimo pittore ferrarese degli ultimi secoli. Lasciò la città natale abbastanza presto perché giudicata poco stimolante per la sua ricerca artistica. Era sedotto dalla bellezza femminile che poi trasferiva mirabilmente sulla tela: mwbg8"Boldini sapeva riprodurre la sensazione folgorante che le donne sentivano di suscitare quand’erano viste nei loro momenti migliori" disse di lui mwbhaCecil Beatoncite-ref-108[104]. Nel 1935 venne istituito il mwbhuMuseo Giovanni Boldinicite-ref-109[105], a Ferrara, e da allora si sono susseguite iniziative anche fuori dalla città estensecite-ref-110[106] con mostre ed omaggi all'illustre artista morto a mwbh4Parigi ma tornato a riposare nella Certosa cittadina.cite-ref-111[107]
mwbiqRiccardo Bacchelli, autore di romanzi storici ed in particolare de mwbiuIl mulino del Po, narra non solo le vicende dei protagonisti ma anche quelle di molti personaggi di contorno, realmente vissuti e legati alla città ed al suo territorio. Ad esempio nella prima parte del romanzo, in mwbiyDio ti salvi, trova spazio il racconto del mwbicmago Chiozzino.cite-ref-112[108]
Il regista dell'incomunicabilitàcite-ref-113[109] mwbjeMichelangelo Antonioni nacque a Ferrara e in seguito si trasferì a Romacite-ref-114[110]. Iniziò da giovanissimo ad interessarsi alla recitazione poi girò un documentario sul Po (fiume al quale era legato) e poco a poco raggiunse fama internazionale. Il mwbjyPalazzo dei Diamanti nel 2013 gli dedicò una mostra.cite-ref-115[111] È sepolto nel mwbjscimitero monumentale della Certosa di Ferrara.
mwbj0Giorgio Bassani, nato da una famiglia ebraica di origini ferraresi, celebrò con le sue opere la gente di Ferrara, con i suoi vizi e le sue virtù. Dal suo romanzo più famoso, mwbj4Il giardino dei Finzi-Contini è stato tratto un mwbj8film girato in città da mwbkaVittorio De Sica ed i turisti cercano inutilmente il giardino di Micol.cite-ref-116[112] A Ferrara si può vedere, passando in mwbkuvia Cisterna del Follo, la sua magnolia cite-ref-117[113], inoltre, nella città mwbkoestense, la fondazione Giorgio Bassani ha sede nella casa di Ariostocite-ref-118[114] (una seconda sede si trova a mwbk8Codigorocite-ref-119[115]) ed allo scrittore è stata intitolata una biblioteca comunale. Dal 2000 riposa nel mwblqcimitero ebraico di via delle Vigne.
mwblyFlorestano Vancini ha usato l'arte cinematografica per descrivere Ferrara, spinto dal suo amore per il luogo natale e dall'impegno politico.cite-ref-120[116] Suo è il film mwblsLa lunga notte del '43, tratto dal racconto di Bassani. Ha ricevuto la cittadinanza onoraria di mwblwBrontecite-ref-121[117] ed una laurea honoris causa in filosofia dall'mwbmeUniversità degli Studi di Ferrara.cite-ref-122[118] Riposa nella Certosa di Ferrara.
mwbmcVittore Veneziani fu uno dei più importanti direttori di coro italiani nel periodo a cavallo tra le due guerre, direttore del coro della Scala di Milano fu anche apprezzato autore di musica vocale.
mwbmkAdriano Franceschini, maestro di scuola elementare, ricercatore ed epigrafista, è stato la massima figura di studiosocite-ref-123[119] espressa dalla cultura ferrarese nel XX secolo. Come mwbm4Paolo Ravenna e Luciano Chiappinicite-ref-124[120] ha indagato sulla storia della città a partire dal periodo medievale, ha raccolto il frutto delle ricerche su quaderni che poi gli hanno permesso di pubblicare testi usati da esperti a livello internazionale. Malgrado l'indole riservata ha dovuto accettare riconoscimenti prestigiosi come una laurea honoris causa in letterecite-ref-125[121] dall'mwbncUniversità degli Studi di Ferrara ed una medaglia d'argento dalla mwbngPresidenza della Repubblica come benemerito della cultura e dell'arte.cite-ref-126[122]
Istruzione
Biblioteche
• mwboeBiblioteca comunale Ariostea. La sede è in palazzo Paradiso, che fu costruito nel 1391 come mwboidelizia estense. È in mwbomvia delle Scienze 17, all'angolo con mwboqvia Giuoco del Pallone. Conserva la mwboutomba di Ludovico Ariosto.
• Archivio storico comunale e Centro di Documentazione Storica (Centro Etnografico Ferrarese del Comune di Ferrara). Le sedi sono nello stesso edificio in mwbocvia Giuoco del Pallone, 8.cite-ref-127[123]cite-ref-128[124]
• Biblioteca comunale Dino Tebaldi, mwbpeSan Giorgio. Si trova in via Ferrariola, 12, vicino alla mwbpiBasilica di San Giorgio fuori le mura.cite-ref-129[125]
• Biblioteca comunale Gianni Rodari. Si trova in viale Krasnodar, 102.cite-ref-130[126]
• Biblioteca comunale Giorgio Bassani. La sede è in via Grosoli 42, nel mwbp0quartiere Barco.cite-ref-131[127]
• Biblioteca comunale Aldo Luppi. Si trova nella frazione di mwbqmPorotto.
• Biblioteche del Sistema Bibliotecario di Ateneo dell'mwbquUniversità degli Studi di Ferrara, sedi diverse.cite-ref-132[128]
Ricerca
• Centro Inquinamento Ambienti alta Sterilità (CIAS), istituito nel 2015 presso l'mwbq0Università degli Studi di Ferrara con la partecipazione di Dipartimento di Architettura e Dipartimento di Scienze Mediche. Si interessa di sanificazione in sicurezza di reparti ospedalieri, di riduzione del rischio di infezioni per l'uomo (all'interno dei nosocomi) e per gli animali nell'allevamento moderno, degli operatori negli ospedali, in particolare nelle sale operatorie, di efficienza energetica e di procedure di sicurezza in casi particolari.cite-ref-133[129]
• Camera anecoica acustica, laboratorio di ricerca, certificazione e sperimentazione del dipartimento di ingegneria dell'Università degli Studi inaugurata nel 2008. Si presta a esperimenti nel campo del rumore e della potenza sonora, e viene utilizzata per certificazioni industriali.cite-ref-134[130]
Scuole
A Ferrara sono presenti scuole di ogni ordine e grado e vari istituti di formazione professionale. Alcune scuole hanno particolari motivi di interesse storico ed artistico, o vi hanno studiato personalità che in seguito hanno raggiunto notorietà o fama anche a livello internazionale. A solo titolo di esempio si ricordano le seguenti:
• mwbrsScuola elementare Alda Costa, che fu costruita negli anni trenta del Novecento dall'ingegnere mwbrwCarlo Savonuzzi. L'edificio è in cotto e caratterizzato da un'alta torre con relativo orologio, il tutto decorato da interventi geometrici e dall'uso del cemento a vista.
• mwbr4Scuola elementare Poledrelli, costruita nel 1928 sempre su disegno di Carlo Savonuzzi.
• Scuola elementare Ercole Mosti. La sua sede è mwbsavilla Revedin, fatta erigere nel 1738 da mwbseFrancesco III d'Este. Successivamente fu acquistata dai conti Revedin ed infine comprata dal Comune nel 1928.
• mwbscLiceo Ariosto, fondato nel 1860 in via Borgo dei Leoni e poi trasferito dal 1976 in via Arianuova. Dal 2005 il liceo ospita nei suoi spazi aperti il laboratorio didattico di archeologia mwbsgNereo Alfieri. Questo antico istituto ha avuto tra i suoi studenti mwbskGiorgio Bassani, mwbsoMichelangelo Antonioni, mwbssVittorio Sgarbi e mwbswDaria Bignardi.
• mwbs4Liceo scientifico Antonio Roiti, che prese il nome dal fisico mwbs8Antonio Roiti e che tra i suoi studenti ha avuto, tra gli altri, mwbtaDario Franceschini.
Università
L'mwbtguniversità degli Studi di Ferrara, che venne fondata dal marchese mwbtkAlberto V d'Este nel 1391 su concessione di mwbtopapa Bonifacio IX, è una delle quattro università presenti in mwbtsEmilia-Romagna. Conta 12 dipartimenti, a cui si aggiungono la scuola di medicina e la scuola di farmacia e prodotti della salute.
mwbt0Conservatorio Girolamo Frescobaldi, fondato a Ferrara nel 1870 come mwbt4Istituto Musicale ed ospitato all'inizio in mwbt8via Savonarola venne trasferito nell'edificio eretto su progetto di mwbuaCarlo Savonuzzi nel 1937, il palazzo del Conservatorio G. Frescobaldi in via Previati.
Musei
• mwbwyMuseo della cattedrale. Ha sede nella mwbwcex chiesa di San Romano a pochi passi dalla Cattedrale. Vi sono esposte opere che coprono l'arco temporale dal Trecento all'Ottocentocite-ref-135[131] Accanto al museo è visitabile l'antico mwbwwchiostro del monastero di San romano che risale al IX secolo.
• mwbw4Museo Giovanni Boldini. Si trova nel mwbw8palazzo Massari. Le sale espongono, oltre alle opere artistiche, anche materiale appartenuto al pittore come schizzi, bozzetti e strumenti di lavoro donati dalla moglie di Boldini.
• mwbxeMuseo d'arte moderna e contemporanea Filippo de Pisis (palazzo Massari). Espone opere del ferrarese mwbxiFilippo de Pisis assieme ad altre di importanti esponenti dell'arte del XX secolo, sia ferraresi sia di altre città.
• mwbxqMuseo dell'Ottocento (palazzo Massari). Espone opere dei più rappresentativi artisti ferraresi del XIX secolo e raccoglie oggetti di interesse religioso, letterario e storico.
• mwbxySpazio Antonioni (nel giardino di palazzo Massari). Ospitato in un'antica rimessa per le carrozze, poi sede del mwbxcPadiglione d'arte contemporanea ,ospita cimeli, documenti e opere pittoriche del cineasta ferrarese mwbxgMichelangelo Antonioni.
• mwbxoMuseo del Risorgimento e della Resistenza. Si trovava sino all'estate 2020 in mwbxscorso Ercole I d'Este, di fianco al mwbxwpalazzo dei Diamanti.
• mwbx4Museo di storia naturale. Espone reperti di mwbx8zoologia, mwbyapaleontologia ed mwbyeetnografia.
• mwbymSinagoghe e museo ebraico di Ferrara. Collocato nell'antico mwbyqghetto di Ferrara contiene le tre sinagoghe e conservava numerosi oggetti sacri e alcuni documenti che ripercorrono la storia della comunità ebraica ferrarese prima che, all'inizio del XXI secolo, aprisse il mwbyuMuseo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah e vi fossero spostate temporaneamente le collezioni. Conserva materiale e documentazioni legati alla comunità ebraica nazionale.
• mwbycMuseo di paleontologia e preistoria Piero Leonardi (mwbygPalazzo Turchi di Bagno). Viene gestito dall'mwbykUniversità degli Studi di Ferrara ed è chiuso al pubblico a causa degli eventi sismici di maggio 2012. Le aree destinate alle esposizioni sono quattro, dedicate alla mwbyogeologia, alla mwbyspaleontologia dei vertebrati e degli invertebrati e alla mwbywpreistoria.
• mwby4Centro di documentazione del mondo agricolo ferrarese. Dedicato alla storia della realtà agricola locale fra Ottocento e Novecento.
• Museo Riminaldi (mwbzaPalazzo Bonacossi). Espone le collezioni raccolte dal cardinale mwbzeGiovanni Maria Riminaldi nella seconda metà del XVIII secolo.cite-ref-136[132]
• mwbzcPinacoteca nazionale
• mwbzkMuseo lapidario
• mwbzsMuseo Schifanoia
• Museo dell'architettura cite-ref-137[133]
• Museo del Mondo Agricolo Ferrarese
• Museo Palazzina di Marfisa d'Este
• Museo Penazzi della Caffettiera
• Casa Romei
• Casa Biagio Rossetti, ora sede di uffici comunalicite-ref-138[134]
• Casa Minerbicite-ref-139[135]
Media
Stampa
• mwb1uLa Nuova Ferrara
• mwb1cil Resto del Carlino - Edizione di Ferrara
Quotidiani storici a Ferrara sono staticite-ref-140[136]cite-ref-141[137] L’Avviso Patriottico (diffuso con pochi numeri nel 1797), Il Giornale del Basso Po (stampato solo nel 1798), Giornale Ferrarese (il primo giornale pensato con impostazione moderna), Gazzetta Ferrarese (diffusa tra il 1848 e il 1929), La Domenica dell'Operaio (a partire dal 1895), mwb2eCorriere Padano (fondato nel 1925 da mwb2iItalo Balbo e diretto a lungo da mwb2mNello Quilici. Chiuse nel 1945 e vi scrissero, tra gli altri, mwb2qGiorgio Bassani, mwb2uLuigi Preti e mwb2yMichelangelo Antonioni).
Radio
Televisione
• mwb30Telestense, emittente locale principale. Dal 1976 trasmette notizie sul territorio provinciale e regionale. Si avvale pure dei servizi nazionali di mwb34TV2000 e riporta informazioni anche della mwb38provincia di Rovigo. Arriva anche alle province di mwb4aBologna, mwb4eRavenna, mwb4iModena, mwb4mMantova, mwb4qVerona, mwb4uPadova e mwb4yVenezia.
• Telecentro
• mwb4kTelesanterno
• mwb4sCanale Italia
Arte
La mwb44scuola ferrarese nacque presso la corte mwb48estense durante il mwb5arinascimento ferrarese, e copre il periodo compreso tra il XIV ed il XVII secolo. Tra i suoi esponenti più noti: mwb5eCosmè Tura, mwb5iFrancesco del Cossa, mwb5mErcole de' Roberti, mwb5qDosso Dossi, mwb5uGirolamo da Carpi, mwb5yBenvenuto Tisi da Garofalo e mwb5cSebastiano Filippi. Alla scuola ferrarese venne dedicata l'esposizione che nel 1933 ebbe un successo notevole per l'epoca, con oltre settantamila visitatori (tra questi i mwb5gPrincipi di Piemonte e mwb5kVittorio Emanuele III di Savoia).cite-ref-145[141]cite-ref-146[142]
Teatro
La città di Ferrara non ha un suo mwb6qteatro stabile. Dal 1931 è attiva la compagnia dialettale mwb6uStraferrara.cite-ref-147[143] Sul territorio sono presenti l'associazione culturale mwb6oFerrara Offcite-ref-148[144] e il mwb68teatro Nucleo.cite-ref-149[145] Dal 1998 era stata in attività la compagnia di teatro mwb7qInstabile Urga, che si è sciolta nel 2012.cite-ref-150[146] Dal 2008 al 2011 questa compagnia aveva organizzato il mwb7kBarcollanti Festivalcite-ref-151[147]
Cinema
A partire dal 1902, Ferrara è stata scelta da numerosi registi per ambientare i propri film. Tra questi, i principali titoli sono:
• mwb8ymwb8cOssessione, regia di mwb8gLuchino Visconti (1943)
• mwb8omwb8sCronaca di un amore, regia di mwb8wMichelangelo Antonioni (1950)
• mwb84mwb88La lunga notte del '43, regia di mwb9aFlorestano Vancini (1960)
• mwb9imwb9mIl giardino dei Finzi-Contini, regia di mwb9qVittorio De Sica (1971)
• mwb9ymwb9cGiovinezza giovinezza, regia di mwb9gFranco Rossi (1969)
• mwb9omwb9sThomas e gli indemoniati, regia di mwb9wPupi Avati (1969)
• mwb94mwb98La ragazza fuoristrada, regia di mwb-aLuigi Scattini (1973)
• mwb-omwb-sAmore amaro regia di Florestano Vancini (1974)
• mwb-0mwb-4La vela incantata, regia di mwb-8Gianfranco Mingozzi (1983)
• mwb-emwb-iGli occhiali d'oro, regia di mwb-mGiuliano Montaldo (1987)
• mwb-umwb-yAl di là delle nuvole, regia di Michelangelo Antonioni e mwb-cWim Wenders (1995)
• mwb-kmwb-oIl mestiere delle armi, regia di mwb-sErmanno Olmi (2001)
• mwb-0mwb-4E ridendo l'uccise, regia di Florestano Vancini (2005)
• mwcaamwcaeLei mi parla ancora, regia di Pupi Avati (2020)
Le vie di Ferrara sono state utilizzate anche per alcune serie televisive:
• mwcbkmwcboLea, regia di mwcbsIsabella Leoni e mwcbwFabrizio Costa, con mwcb0Anna Valle e mwcb4Giorgio Pasotti (2022-2023).
Musica
L'orchestra a plettro Gino Neri ha una tradizione musicale che inizia nel 1898, ha ricevuto importanti riconoscimenti ed è convenzionata con il mwcceConservatorio Cesare Pollini di mwcciPadova.cite-ref-152[148]cite-ref-153[149]cite-ref-154[150] La banda filarmonica comunale Ludovico Ariosto è attiva dal 2014.cite-ref-155[151]
Cucina
La mwcducucina ferrarese vanta un buon numero di specialità locali che vengono da una tradizione risalente all'epoca mwcdymedioevale e dalla cultura contadina. È stata influenzata dalle province vicine, quindi ha piatti in comune con la mwcdccucina emiliana ed anche con quella mwcdgveneta.cite-ref-156[152]cite-ref-157[153]
Dal 2015 viene organizzata mwceiMangiafexpo, una grande festa del cibo di Ferrara.cite-ref-158[154]
Il pane tipico è la mwce0coppia ferrarese, protetto del marchio mwce4Indicazione geografica protetta.cite-ref-159[155] Ferrara aderisce all'mwcfmAssociazione nazionale città del pane.
Gli insaccati vengono dalla tradizione contadina, e sono il mwcfusalame all'aglio e la mwcfyZia ferrarese. I mwcfcciccioli non sono insaccati ma si ottengono da sempre dalla lavorazione della carne di maiale e vengono prodotti e consumati in zona. Molto diffusa era la mwcfgpancetta arrotolata, affettata come un salume. Ai salumi spesso si abbinano i mwcfkpinzini, non tipici e meglio conosciuti come mwcfognocco fritto ma molto diffusi.cite-ref-160[156]
Tipici sono i mwcgacappellacci di zucca, simili a quelli mantovani, solitamente serviti con mwcgeragù di carne e solo dalla fine del ventesimo secolo al pomodoro o al burro. Molto consumati sono i mwcgicappelletti e i mwcgmpassatelli in brodo. Altri primi tradizionali sono il mwcgqpasticcio di maccheroni alla ferrarese nelle versioni dolce (ricoperto di pasta frolla) e salata (ricoperto di pasta sfoglia) e le mwcgutagliatelle, secondo la tradizione create alla corte mwcgyestense.cite-ref-161[157]cite-ref-162[158] La mwcg8salama da sugo è forse il piatto più rappresentativo della città, un mwchasalume di carni di mwchemaiale tipico della zona, cotta e servita calda con purè di patate in inverno oppure affettata fredda d'estate. Era apprezzata anche da chi non avrebbe dovuto mangiare carne di maiale, come il mwchipodestà mwchmebreo amico di mwchqItalo Balbo che, anche se una sola volta all'anno, la metteva in mwchutavola.cite-ref-163[159] Da ricordare anche piatti a base di mwchoanguille, tradizione che arriva dalla zona di mwchsComacchio.
Il mwch0pampapatocite-ref-164[160] è il dolce più noto, consumato nel periodo natalizio, e molto diffusi sono anche la mwciizuppa inglese, la mwcimtenerina e la ciambellacite-ref-165[161]. Degni di nota sono anche i mwcigtamplun, frittelle di castagne, uvetta e pinoli e le mwciomistocchine, frittelle di farina di castagnecite-ref-saporife-166-0[162]
I vini i più noti del territorio sono quelli del bosco Eliceo, che hanno origini legate al periodo di mwcjaSpina e si sono poi ottenuti probabilmente da innesti con vitigni portati da mwcjeRenata di Francia, consorte del duca mwcjiErcole II d'Este.cite-ref-167[163]
Altri prodotti tradizionali della provincia sono l'mwcjgaglio di Voghiera e il riso di mwcjkJolanda di Savoia.cite-ref-168[164]
Eventi
• Il mwckyTeatro Comunale "Claudio Abbado" nella stagione propone danza, concerti e prosa.cite-ref-169[165]
• Il Jazz Club Ferrara (Torrione di San Giovanni Battista) presenta musicisti Jazz di alto livello. Vince il titolo di miglior Jazz Club Italiano del 2010.cite-ref-170[166]).
• mwcleFerrara Sotto le Stelle fa arrivare in piazza Castello in estate artisti della musica italiana e internazionale.
• Il mwclmFerrara Buskers Festival, dal 1987 nell'ultima settimana di agosto, fa arrivare in città mwclqartisti di strada da ogni parte del mondo.cite-ref-171[167]
• mwcl4Rock a Ferrara istituito nel 1993 e dedicato alla mwcl8musica indipendente.
• Dal 2020 si svolge ogni estate, nei mesi di giugno e luglio, il Ferrara Summer Festival, una manifestazione musicale e culturale che ospita concerti e spettacoli con artisti italiani e internazionali, ambientata in Piazza Ariostea.
• Tra il 23 (festa patronale) e il 25 aprile (mwcmianniversario della liberazione d'Italia) è il momento della mwcmmVulandra, un festival degli aquiloni che attira turisti e residenti.cite-ref-172[168]
• Nel 2007 si è tenuto il primo festival di giornalismo organizzato dalla rivista mwcmkInternazionale, mwcmoInternazionale a Ferrara, che in tre giorni ha fatto arrivare oltre mwcms17 000 persone. Rivelatosi un successo, è stato nuovamente riproposto.
• Dall'ultimo decennio del XX secolo si tiene il Salone Internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese Culturali.cite-ref-173[169]
Geografia antropica
Urbanistica
La storia di Ferrara iniziò quando la sede vescovile di mwcnqVoghenza, a causa della mwcnumigrazione longobarda, venne trasferita nell'allora lingua di terra creatasi tra i due rami del fiume mwcnyPo (il mwcncPo di Volano e il mwcngPo di Primaro). Qui il borgo di San Giorgio rappresentò la prima area di urbanizzazione, la mwcnkFerrariola, e vi si eresse la mwcnobasilica di San Giorgio fuori le mura. Quella fu la genesi mwcnsurbanistica di Ferrara e non la migrazione dalla città etrusca di Spina (decaduta, sostituita da mwcnwRavenna e interrata per avanzamento della costa). Lentamente poi parti di popolazione sempre più consistenti si spostarono sulla sponda a nord del Po, dove si estendeva un vasto territorio sul quale sorse la città del mwcn0medioevo.
L'urbanizzazione avvenne per addizioni. Partendo da due nuclei fortificati si formò una prima città lineare che poi, con ampliamenti successivi, crebbe principalmente verso nord. I principali furonocite-ref-174[170]:
• Addizione di Nicolò II, del 1385.
• Addizione di Borso d'Este, del 1451, con inclusione dell'area di mwcoySant'Antonio in Polesine.cite-ref-175[171]
• mwcowAddizione Erculea, del 1492. Voluta dal duca mwco0Ercole I d'Este ed attuata dall'architetto mwco4Biagio Rossetti) fu storicamente la più importante opera urbanistica che interessò Ferrara facendola diventare la mwco8prima città moderna d'Europa. Il disegno si ispirava al modello romano del mwcpacardo e del mwcpedecumano e prevedeva un asse viario che partiva dal mwcpiCastello Estense e raggiungeva la mwcpmporta degli Angeli ed un altro che collegava le due porte principali della città, la mwcpqporta a Mare e la mwcpuporta a Po. L'incrocio emblema di questa addizione è il mwcpyQuadrivio degli Angeli.
• mwcp0Addizione Novecentista, della prima parte del XX secolo. A partire dagli mwcp4anni venti si ebbe una riqualificazione urbanistica voluta dall'amministrazione comunale per ridare nuova veste a varie aree della città grazie alla costruzione di edifici seguendo lo stile mwcp8razionalista. Tra i suoi artefici più importanti vi fu l'architetto mwcqaCarlo Savonuzzi. Non fu propriamente un'addizione ma rientrò in quel periodo storico anche l'attività edilizia portata avanti dall'Istituto Autonomo per le Case Popolari della Provincia di Ferrara, che puntò alla costruzione di numerosi alloggi sia in città sia nell'intera provincia. A Ferrara le zone maggiormente interessate furono quelle di corso Isonzo e del quartiere Barco.cite-ref-176[172]
Importanti cambiamenti urbanistici, in particolare nel secondo dopoguerra, portarono alla crescita di molti quartieri fuori dalla cinta muraria, alla modifica della viabilità nella zona di mwcqycorso Porta Reno, alla costruzione del grattacielo (tanto criticato da mwcqcGiorgio Bassani e, più tardi, da mwcqgVittorio Sgarbicite-ref-177[173])
Il tessuto urbano della città può essere suddiviso in due parti distinte attraverso il confine segnato dall'asse viario di mwcq4corso della Giovecca e mwcq8viale Cavour che taglia nettamente la città. A sud vi è l'antica zona mwcramedioevale col mwcreCastello Estense, la mwcricattedrale e il borgo San Giorgio, fuori dalla mura. A nord vi è la città mwcrmrinascimentale, con parte degli insediamenti più recenti all'interno delle mura, in particolare nell'area in direzione del quartiere Barco.
Il corso della Giovecca è stato per secoli un canale a nord della cinta muraria, uno spazio che distingueva il dentro dal fuori, un ostacolo sia fisico sia psicologico. Lo sviluppo della piazza Nuova (poi piazza Ariostea), nel progetto di Rossetti, avrebbe dovuto essere diverso, e quasi certamente il suo destino era quello di avere attorno, su tre lati, un porticato. Avrebbe dovuto diventare un mercato, centro di traffici urbani. Le previsioni non furono rispettate e le nuove aree comprese dall'addizione di Ercole I non furono subito sfruttate per costruirvi abitazioni da parte della popolazione. Ne approfittarono solo le grandi famiglie, che vi trovarono spazi economici le loro dimore ampie e con giardini, mentre gli altri ferraresi preferirono rimanere nella parte storica della città, dove l'abitudine ed il timore del nuovo li tratteneva.cite-ref-178[174]
Frazioni
Le frazioni di Ferrara sonocite-ref-179[175]: mwcsqAguscello, mwcsuAlbarea, mwcsyBaura, mwcscBoara, Borgo Scoline, mwcsgBova di Marrara, mwcskCasaglia, mwcsoCassana, Castel Trivellino, mwcssChiesuol del Fosso, mwcswCocomaro di Cona, mwcs0Cocomaro di Focomorto, mwcs4Codrea, mwcs8Cona, mwctaContrapò, mwcteCorlo, mwctiCorreggio, mwctmDenore, mwctqFocomorto, Fondoreno, mwctuFossadalbero, mwctyFossanova San Biagio, mwctcFossanova San Marco, mwctgFrancolino, mwctkGaibana, mwctoGaibanella, mwctsMalborghetto di Boara, Malborghetto di Correggio, mwctwMarrara, mwct0Monestirolo, mwct4Montalbano, mwct8Parasacco, mwcuaPescara, mwcuePontegradella, mwcuiPontelagoscuro, mwcumPorotto, mwcuqPorporana, mwcuuQuartesana, mwcuyRavalle, mwcucSabbioni, mwcugSan Bartolomeo in Bosco, mwcukSan Martino, mwcuoSant'Egidio, mwcusSpinazzino, mwcuwTorre Fossa, mwcu0Uccellino, mwcu4Viconovo, mwcu8Villanova. Tra le località vi è Gorgo.
Le mwcvecircoscrizioni di Ferrara, in seguito all'entrata in vigore della legge n. 42/2010, che soppresse le circoscrizioni nei comuni con meno di mwcvi250 000 abitanti, non sono più presenti e al loro posto sono venute le delegazioni che, a differenza delle circoscrizioni, non sono composte da rappresentanti eletti.
Economia
L'economia si è sempre basata sull'agricoltura e nella prima parte del XX secolo la grande proprietà terriera fu una forza importante a livello locale. All'inizio del ventennio fascista sostenne lo squadrismo per contrastare le rivendicazioni sindacali. La nascita delle corporazioni mutò in seguito i rapporti eliminando la lotta di classe e imponendo regole che esaltavano le competenze dei lavoratori con manifestazioni e fiere senza concedere riconoscimenti economici. Si puntò anche sull'industrializzazione senza ottenere il successo sperato e intanto la crisi nel settore della canapa fece lievitare il numero dei disoccupati in agricoltura (oltre 70.000 senza lavoro) mentre la mwcvogrande depressione peggiorò la situazione.cite-ref-1-180-0[176] Nel secondo dopoguerra si ebbe un periodo di espansione economica che tuttavia si esaurì e con la fine del secolo l'intero territorio provinciale entrò nuovamente in difficoltà.
I motivi di criticità nel XXI secolo sono la vicenda mwcwaCassa di Risparmio di Ferrara, i problemi industriali, la difficoltà crescente del piccolo commerciocite-ref-181[177] e l'invecchiamento della popolazione.cite-ref-182[178]cite-ref-183[179] Già in precedenza tuttavia non erano mancate le difficoltà.
È interessante ricordare come iniziò e poi si concluse la dismissione dell'intero settore saccarifero, con conseguenze sull'agricoltura e sull'industria, con diminuzione delle aree dedicate alla coltivazione della mwcxibarbabietola da zucchero e la chiusura di mwcxmstabilimenti storici nel comune, a mwcxqPontelagoscurocite-ref-184[180], e in provincia, a mwcxkCodigorocite-ref-185[181].
Il mwcx8consorzio di bonifica pianura di Ferrara ha la sua sede in mwcyaPalazzo Naselli Crispi che si trova in mwcyevia Borgoleoni e raccoglie i quattro consorzi di bonifica ferraresi presenti,cite-ref-186[182] (tra questi le mwcyyBonifiche Ferraresi). Un altro consorzio legato ad iniziative economiche è quello di Ferrara Innovazione,cite-ref-187[183] inoltre in città ha sede l'associazione imprenditori (CNA Ferrara), in via Caldirolo.cite-ref-188[184]
Agricoltura
Il settore agricolo interessa l'intero territorio provinciale che, storicamente, è un'area a vocazione agricola da secoli, con parti coltivate da molto tempo ed altre di bonifica più recente. Tra le coltivazioni più comuni vi sono i cereali (frumento e mais), i prodotti tipici dell'orto, i frutteticite-ref-189[185] e le viti, mentre un tempo erano numerosi i campi con barbabietola da zucchero e canapa. Per ottenere la fibra dalla canapa, poi utilizzata dall'industria tessile, serviva macerare gli steli della pianta uniti a formare enormi zattere in stagni artificiali, i maceri, che hanno caratterizzato per anni la campagna ferrarese. Dai braccianti addetti alla coltivazione della canapa nacquero i primi movimenti sindacali nel ferrarese.cite-ref-190[186]cite-ref-191[187] Il settore entrò in difficoltà quando crollò il prezzo della fibra in seguito all'introduzione, fuori dall'Italia, di nuove materie prime per la produzione di filati per i tessuti alla fine degli mwcaoanni venti ma la coltivazione continuò ancora per circa un cinquantennio.cite-ref-1-180-1[176]
Per diversi anni nel secondo dopoguerra a Ferrara si tennero fiere biennali ortofrutticole internazionalicite-ref-192[188] a riprova dell'importanza avuta dal settore per l'economia territoriale. La base occupazionale della mwcbqprovincia raggiunge l'8,3% ovvero il tasso più elevato di tutto il nord-est d'mwcbuItalia con 8.763 industrie attive nel settore e 180mwcby 000 ettari di superficie agraria complessiva.
Una particolare parabola ha interessato il Consorzio Agrario Provinciale, fondato nel 1929 e fallito dopo quasi un secolo, confluito nel mwcbgConsorzio dell'Emilia.cite-ref-193[189]cite-ref-194[190]
Alle problematiche legate all'agricoltura si è dedicata a lungo la rete televisiva locale Telestense con la trasmissione mwcciAgreste che ha concluso il suo ciclo nel 2016.cite-ref-195[191]
Anche la pesca ha un ruolo di rilievo nell'economia locale ed il 55% dei 3.000 addetti nell'mwccgEmilia-Romagna è nella mwcckprovincia, con un totale di 1.135 imprese attive. Il pescato che si ottiene nei comuni di mwccoGoro e mwccsComacchio raggiunge circa i 100mwccw 000 quintali. Il 53% del totale viene venduto ai mwcc0mercati all'ingrosso della regione.
Artigianato
«Ci sono momenti nei quali l'arte raggiunge quasi la dignità del lavoro manuale»
(Oscar Wilde, Il gigante egoista e altri racconti)
cite-ref-196[192]
La tradizione artigiana risale certamente ai secoli della fondazione della città ma è solo con la signoria mwcdcestense prima e con la legazione papale dopo che vennero formalizzate con appositi statuti le mwcdgcorporazioni delle arti e mestieri. Queste associazioni avevano varie finalità, tra queste la difesa dei mestieri come erano tramandati tradizionalmente ed una prima forma di mutuo soccorso. A Ferrara furono numerosissime, e quelle con un maggior numero di aderenti furono: mwcdkbarbitonsori (barbieri), mwcdocallegari (calzolai), mwcdscarradori (costruttori ed addetti alle carrozze), mwcdwdrappieri (produttori e commercianti di stoffe), e poi ancora mwcd0fornai, mwcd4fruttaroli, mwcd8casaroli, mwceamastellari e così via. Queste corporazioni vennero in gran parte disciolte nel periodo napoleonico. Qualche anno dopo rimanevano in città solo piccoli artigiani indipendenti e poche attività artigianali di una certa dimensione. Queste ultime si limitavano principalmente al mercato interno a causa, tra l'altro, del pessimo stato delle vie di comunicazione. Attorno alla metà del XIX secolo erano presenti, con certezza, una conceria di pellicite-ref-197[193], qualche pastificio, una piccola fabbrica di cappelli, un saponificio e poco altro.cite-ref-0-198-0[194]
Durante il ventennio fascista le corporazioni rinacquero, o meglio, nacquero nuove corporazioni, in contrapposizione al movimento sindacale, che ripresero solo in parte l'antico spirito. Nel 1926 vennero fondati infatti il mwceoMinistero delle corporazioni e il mwcesConsiglio nazionale delle corporazioni.cite-ref-1-180-2[176]
A Ferrara è presente l'associazione territoriale della mwcfeCNA, alla quale sono associate oltre 5.000 imprese, tra le quali molte artigiane,cite-ref-199[195] inoltre è sede anche di mwcfyConfartigianato Ferrara, al quale aderiscono circa 2.500 imprese.cite-ref-200[196]
Il settore dell'mwcfwartigianato ferrarese appare in progressiva crescita, addirittura più della media nazionale. Le imprese artigiane ferraresi producono il 13,8% del valore provinciale rivestendo un ruolo fondamentale nell'ambito del sistema produttivo locale caratterizzato da piccole aziende: 26.000 addetti operano nel settore e il 35,5% degli imprenditori ferraresi è rappresentato da artigiani.
Ferrara è presente anche nella produzione artigianale artistica col settore della mwcf4ceramica, della terracotta, degli mwcf8strumenti musicali, dei mwcgamobili artistici, della lavorazione del mwcgeferro battuto, del mwcgirame, del mwcgmpeltro e per i laboratori di mwcgqoreficeria e mwcgugioielleria.cite-ref-201[197]cite-ref-202[198]cite-ref-203[199]
Industria
Notevole importanza ricopre l'area del mwchqPolo chimico di Ferrara, creato nel 1936 come mwchuSAIGS, divenuto poi mwchyMontecatini, mwchcMonteshell, mwchgMontedison sino ad arrivare alla situazione del nuovo millennio con le industrie mwchkLyondellBasell, mwchoVersalis, mwchsSyndial e mwchwYara. Qui mwch0Giulio Natta, mwch4Premio Nobel per la chimica nel 1963, nel 1957 diede il via alla produzione del mwch8Moplen, il mwciapolipropilene da lui inventato.cite-ref-204[200]
Ferrara è stata meta di importanti ricollocazioni di attività manifatturiere. Il 26,3% del prodotto provinciale deriva dall'industria con un totale di mwciy54 000 persone occupate in tale settore, delle quali 46mwcic 000 operanti nella trasformazione industriale e 8.000 nel settore mwcigedilizio-mwcikcostruzioni che rappresentano il 34,8% dell'intera occupazione provinciale. Il territorio ferrarese rimane tuttavia una delle aree meno industrializzate dell'intera regione.cite-ref-205[201]
Servizi
Teleriscaldamento
Parte della città utilizza una rete di mwcjeteleriscaldamento alimentata da mwcjienergia geotermica.
Istituti di credito e assicurativi
La mwcjkCassa di Risparmio di Ferrara (Carife), fondata nel 1838, dal 2015 è stata posta in mwcjoliquidazione coatta amministrativa. Per quasi due secoli è stata la principale mwcjsbanca della città e della mwcjwprovincia di Ferrara. Divenuta Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara, dal 2017 è mwcj0BPER Banca.
Dal 1834 è presente una sede delle mwcj8Assicurazioni Generali, aperta solo tre anni dopo la fondazione della compagnia a Trieste. Dal 1926 la sede è nel mwckaPalazzo delle Assicurazioni Generali di Ferrara
Ferrara Fiere Congressi
La mwckmFiera di Ferrara è il principale polo fieristico cittadino e con la mwckqFiera di Modena e quella di mwckuBologna forma il polo fieristico regionale. Ogni anno vengono organizzati circa 15 eventi fieristici.cite-ref-206[202]
Turismo
Il mwclaturismo vive grazie alle offerte culturali e ambientali che città e provincia riescono a proporre, ed alla rivalutazione del periodo mwcleestense. Il livello dei settori museale e artistico della città hanno permesso la crescita dell'interesse da parte di visitatori italiani e stranieri. Nella provincia è forte l'attrattiva esercitata dai mwclilidi di Comacchio e dal mwclmparco regionale del Delta del Po dell'Emilia-Romagna.cite-ref-207[203]
Il terziario legato al turismo tuttavia produce il 66,9% del valore provinciale contro una media nazionale del 70,9% ed il comparto fa registrare una lieve flessione, unico capoluogo di provincia nell'intera regione con questo risultato. Gli arrivi e le presenze sono stazionari ma calano i pernottamenti (-3,2%). Sono positivi i dati che riguardano i turisti stranieri.cite-ref-208[204]cite-ref-209[205]
Infrastrutture e trasporti
mwcmmTrasporti e vie di comunicazione a Ferrara comprendono essenzialmente autostrada e altre arterie stradali e ferrovie. Importanza secondaria rivestono ancora il trasporto fluviale e aeroportuale.
Strade
Ferrara è collegata alla rete autostradale italiana grazie all'mwcmyautostrada A13 con due caselli autostradali che servono la città: Ferrara Nord e Ferrara Sud. È importante il mwcmcRaccordo Autostradale Ferrara-Porto Garibaldi, che porta ai mwcmgLidi di Comacchio.
La viabilità storica di Ferrara comprende i viali che seguono l'andamento delle mura cittadine. All'interno della cinta muraria sono fondamentali le vie legate all'mwcm8Addizione Erculea, mwcnaviale Cavour e mwcnecorso della Giovecca da un lato e mwcnicorso Porta Mare, mwcnmcorso Biagio Rossetti e mwcnqcorso Porta Po dall'altro, intersecati da mwcnucorso Ercole I d'Este. Le vie extraurbane principali sono quelle di collegamento con le altre città della regione e la riviera di mwcnyComacchio, tra queste via Bologna, via Ravenna, via Modena, via Padova e la già ricordata superstrada Ferrara-Mare.
La città è attraversata per intero dalla mwcngStrada statale 16 Adriatica che la collega verso nord a Padova e verso sud a Ravenna, è direttamente collegata a mwcnkPistoia dalla mwcnoStrada statale 64 Porrettana e a mwcnsSan Benedetto Po, in mwcnwprovincia di Mantova, dalla mwcn0Strada statale 496 Virgiliana.
Odonomastica e storia
Diverse vie cittadine ricordano nel loro nome le antiche mwcoacorporazioni delle arti e mestieri: via Armari (da mwcoecorso Ercole I d'Este a mwcoiviale Cavour), via Spadari (da viale Cavour a mwcomvia Garibaldi), via Chiodaioli (che arriva in mwcoqvia Carlo Mayr), mwcouvia Cisterna del Follo (nella zona ad est della città), via Mascheraio (da via Borgo dei Leoni a via Montebello). Altre strade, col tempo, hanno perso l'antico nome, come via degli Orefici (ora parte di mwcoyvia Cortevecchia), via de' Sellai o via del Bocalaro.cite-ref-0-198-1[194]
Piazze
• mwco4Piazza Trento e Trieste è la piazza più importante della città, circondata da edifici storici come la mwco8Cattedrale, il mwcpaPalazzo di San Crispino, il mwcpeteatro Nuovo e il mwcpipalazzo Municipale. Il marciapiede centrale viene chiamato mwcpmlistone ed ospita in parte il mercato settimanale cittadino e numerose manifestazioni culturali, turistiche, economiche e promozionali in diverse occasioni.
• mwcpuPiazza Ariostea è la mwcpypiazza nuova voluta da mwcpcBiagio Rossetti ed mwcpgErcole I d'Este nell'ambito dell'mwcpkAddizione Erculea. Ospita le gare del mwcpopalio di Ferrara ed altre manifestazioni. Nelle vicinanze si trovano mwcpspalazzo Massari, Palazzo Rondinelli e Palazzo Strozzi-Bevilacqua.
• mwcp0Piazza del Municipio era un tempo il cortile interno del mwcp4palazzo Municipale. È nota per lo scalone d'onore in marmo con mwcp8cupola mwcqacinquecentesca. Ha tre accessi: dalla piazza Duomo attraverso il mwcqeVolto del Cavallo (che ai suoi lati conserva le statue in mwcqibronzo di mwcqmNiccolò III d'Este e di mwcqqBorso d'Este), da mwcquvia Garibaldi e da mwcqyvia Cortevecchia, attraverso il mwcqcVolto del Cavalletto.
• mwcq0Corso Martiri della Libertà, che ha inizio da Piazza Cattedrale e termina nel Largo Castello, in passato era piazza del Commercio e vi si tenevano commerci di derrate e animali. Sulla strada si affaccia il mwcq4palazzo Municipale, dotato nel 1503, per volontà di mwcq8Ercole I d'Este, di un mwcraloggiato con colonne di marmo, distrutto da un incendio nel 1532. Su questa struttura, vi era una sala in cui si svolgevano le rappresentazioni teatrali, e dove mwcreLudovico Ariosto faceva recitare le sue Commedie. Nel palazzo risiedevano le principesse estensi, vi si riuniva il Consiglio dei Dodici Sapienti (componenti il Magistrato Ducale); viene utilizzato per gli uffici comunali. Di fronte al municipio sorge il mwcripalazzo arcivescovile raccordato all'antica sede vescovile edificata già a partire dal XII secolo, della quale rimane il prospetto su mwcrmvia degli Adelardi. Sul corso dominano la torre Marchesana e la torre dei Leoni del mwcrqCastello Estense. Sul lato opposto al Castello si trova il mwcruteatro Comunale, che racchiude la caratteristica rotonda Foschini.
• mwcrwPiazza Savonarola si apre su corso Martiri della Libertà a fianco del Castello Estense, è delimitata dalla mwcr0Loggia dei Camerini del mwcr4palazzo Municipale e dalla mwcr8via Coperta che collega il Palazzo al Castello. Al suo centro c'è la statua di mwcsaGirolamo Savonarola. Comunica con piazza Castello tramite i fornici della via Coperta.
• mwcsiPiazzetta Sant'Anna è nella zona della città riqualificata negli mwcsmanni trenta dopo il trasferimento del vecchio ospedale del quale rimane solo il portale di accesso con annesso mwcsqchiostro e porticato, recuperati dopo i lavori di restauro, e la mwcsucella del Tasso.
• mwcscPiazza Cortevecchia è situata lungo l'mwcsgomonima via, vicina a mwcskpiazza Trento e Trieste. È stata oggetto di continui cambiamenti e ricollocamenti di edifici fino a perdere la sua funzione originale e diventare un parcheggio. A breve distanza dalla piazza, dalla vicina mwcsovia Cortevecchia, è possibile accedere al caratteristico mwcssvicolo dei Duelli di origini medievali.
Ferrovie
La mwctistazione ferroviaria principale è la mwctmstazione RFI, in piazzale Stazione, 28. È servita da collegamenti nazionali e regionali, compresa la linea ferroviaria Suzzara-Ferrara.cite-ref-210[206]cite-ref-211[207]
La mwct0stazione di Ferrara Via Boschetto, sulla linea Ferrara-Codigoro, è gestita da mwct4Ferrovie Emilia-Romagna.
È presente la mwcuaStazione di Pontelagoscuro, presso l'omonima frazione, mentre a sette chilometri dal centro c'è la fermata della mwcueCittà del Ragazzo delle mwcuiFerrovie Emilia-Romagna, sulla linea per mwcumCodigoro.
La mwcuustazione di Ferrara Porta Reno è stata soppressa nel 2011.
Ferrara era servita da altre due linee ferroviarie di interesse regionale, la mwcucModena-Cento-Ferrara e la mwcugFerrara-Copparo, gestite dalla mwcukSocietà Veneta e chiuse nel 1956.
Su rotaia esistevano le linee extraurbane mwcusFerrara-Pontelagoscuro e mwcuwFerrara-Codigoro, quest'ultima sostituita dalla ferrovia sopra ricordata.
Porti
L'mwcvmidrovia Ferrara-Ravenna adegua alle normative europee di navigabilità il tratto del fiume mwcvqPo (lungo mwcvu70 km) che collega Ferrara con il mwcvyMare Adriatico.cite-ref-212[208] Nel progetto la parte navigabile unisce due scali principali, ancora non esistenti: la nuova conca di mwcvsPontelagoscuro e la nuova area dedicata di mwcvwPorto Garibaldi.cite-ref-213[209]cite-ref-214[210]
Malgrado Ferrara con la sua provincia occupi una parte notevole della costa adriatica regionale non possiede strutture portuali marittime confrontabili con quelle della vicina mwcwyRavenna o della più turistica mwcwcRimini, in mwcwgRomagna. Non esiste neppure una linea ferroviaria che unisca la rete nazionale dalla mwcwkstazione di Ferrara alla costa. Il porto canale di mwcwoPorto Garibaldicite-ref-215[211] riveste importanza esclusivamente per la pesca e come piccolo scalo per mwcw8nautica da diporto. Le linee turistiche che non vanno più a nord della zona del mwcxadelta del Po né si spingono oltre un certo limite dalla costa.
Aeroporti
L'mwcxgaeroporto di Ferrara è dedicato a mwcxkMichele Allasia (pilota ferrarese durante la mwcxoprima guerra mondiale) ed è il principale aeroporto civile della mwcxsprovincia di Ferrara. Ospita l'aeroclub di Ferrara. Non troppo lontani ci sono la mwcxwbase aerea di Poggio Renatico e l'mwcx0aeroporto di Prati Vecchi d'Aguscello.
Durante la mwcx8grande guerra fu un aeroscalo per dirigibili.cite-ref-216[212] Nel primo dopoguerra il ferrarese mwcyqItalo Balbo venne nominato sottosegretario di Stato all'aviazione e il 12 settembre 1929, a soli trentatré anni, ministro dell'aeronautica. In quel periodo l'aeroporto di Ferrara fu al centro dell'attenzione nazionale. Nel 1931, nel corso di una cerimonia alla presenza dello stesso Balbo e di mwcyuVittorio Emanuele III di Savoia, le autorità passarono in rivista i numerosi aerei schierati sulla pista e assistettero anche al decollo di diversi velivoli.cite-ref-217[213]
Nel 2013 si è proposto di dedicare l'aeroporto a mwcysItalo Balbo, poi questo non ha avuto seguito.cite-ref-218[214]
Mobilità urbana
Ferrara è servita dal trasporto pubblico locale comprendente 12 linee urbane e più di 20 linee extraurbane. I collegamenti sono garantiti su buona parte del territorio cittadino, mentre nelle frazioni vicine il servizio è svolto dalle linee extraurbane e da linee "Taxibus" a chiamata. Il servizio è gestito da mwczcTPER.
In passato in città esisteva una mwczkrete tranviaria urbana poi sostituita da una mwczorete filoviaria, entrambe soppresse.
Ferrara città delle biciclette
Ferrara è la città italiana al primo posto per l'uso della bicicletta.cite-ref-219[215] La mwc0ubicicletta è il mezzo di trasporto più utilizzato dai ferraresi di ogni età per gli spostamenti veloci e per le attività ricreative o sportive.cite-ref-220[216] Risulta il mezzo migliore per muoversi nei vicoli del centro storico e nella zona pedonale, e sono presenti anche servizi di noleggio per turisti.cite-ref-221[217] Una nota dolente è il problema quasi senza soluzione dei furti di biciclette, anche se si cercano modi per contrastare il fenomeno, che non è certamente recente.cite-ref-222[218]
Impianto geotermico
La mwc1qCentrale geotermica di Ferrara si trova a Casaglia, a circa mwc1u4 km dalla città ed è il principale impianto italiano per lo sfruttamento dell'energia geotermica per il riscaldamento urbano, collegato alla rete del mwc1yteleriscaldamento che serve oltre 22.000 appartamenti. La rete ferrarese è un caso di eccellenza a livello europeocite-ref-223[219], oltre ad farne l'infrastruttura per il riscaldamento urbano più ecosostenibile d'Italia.
Poiché oltre il 50% dell'energia necessaria al teleriscaldamento è prodotta da fonti rinnovabili o di recupero e gli utenti beneficiano di uno sconto fiscale che ha consentito nel tempo un risparmio sulle tariffe.cite-ref-224[220].
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1983 | 1999 | Roberto Soffritti | centro-sinistra | Sindaco | |
| 1999 | 2004 | Gaetano Sateriale | centro-sinistra | Sindaco | |
| 2004 | 2009 | Gaetano Sateriale | centro-sinistra | Sindaco | |
| 2009 | 2014 | Tiziano Tagliani | centro-sinistra | Sindaco | |
| 2014 | 2019 | Tiziano Tagliani | centro-sinistra | Sindaco | |
| 2019 | 2024 | Alan Fabbri | centro-destra | Sindaco | |
| 2024 | in carica | Alan Fabbri | centro-destra | Sindaco | |
Gemellaggi
Ferrara è gemellata con le seguenti cittàcite-ref-225[221]:
• Saint-Étienne, dal 1960
• Capodistria, dal 1974
• Swansea, dal 1978
• Krasnodar, dal 1989
• Highland Park, dal 1989
• Kaufbeuren, dal 1991
• Formia, dal 1994
• Kallithea, dal 1995
• Lleida, dal 1996
• Szombathely, dal 1997
• Gießen, dal 2002
• Sarajevo, dal 1998
• Praga, dal 2000
• Broni, dal 2001
• San Nicola Manfredi e Venticano, dal 2003
• Buenos Aires, dal 2004
Nel 1998 ha siglato un patto di amicizia con alcune cittadine di paesi in via d'adesione all'mwc5iUnione europea, mwc5mBaranavičy, mwc5qSebastopoli, mwc5uSoroca, mwc5yCraiova, mwc5cBitola, mwc5gNovi Sad e mwc5kScutari, e con altre città i cui stati sono successivamente entrati nell'Unione come mwc5oFiume, mwc5sBrno, mwc5wTartu, mwc50Žilina, mwc54Daugavpils, mwc58Dobrič,cite-ref-227[223]
Nel 2016 ha siglato un patto di amicizia e reciprocità con mwc7mRio nell'Elba.cite-ref-230[226]
Sport
Calcio
La principale mwc8asquadra di calcio della città è la mwc8eSPAL. Fondata nel 1907, ha militato in mwc8iSerie A per sedici stagioni tra gli mwc8manni cinquanta e gli mwc8qanni sessanta, per poi essere rifondata due volte a seguito di altrettanti fallimenti societari. Vincendo il mwc8ucampionato 2016-2017 di mwc8ySerie B è tornata in Serie A sino alla mwc8cstagione 2019-2020 per retrocedere poi nuovamente in mwc8gSerie B e poi in mwc8kSerie C. Nell'estate 2025 la società è fallita, ripartendo (per la prima volta nella sua storia) dal campionato di mwc8oEccellenza sotto il nome di mwc8sArs et Labor Ferrara.
Football americano
Hockey
La mwc9eFerrara Hockey è la principale squadra di mwc9iHockey in-line della città, gioca nel campionato di Serie A.
Maratona
La città ospita la Ferrara Marathon, mwc9umaratona e mezza maratona internazionali, organizzate dall'Atletica Corriferrara in collaborazione con il Comune. La gara è stata disputata per la prima volta nel 1909.
Nuoto
Pallacanestro
La prima società presente in città è stata la Pallacanestro Ferrara, fondata nel 1982. La più importante tuttavia è stato il mwc-cBasket Club Ferrara nato nel 1999 che, dopo aver militato in mwc-gSerie A dal 2008 al 2010, ha cessato la sua attività nel 2011, venendo sostituito dal mwc-kKleb Basket Ferrara che ha disputato il campionato di mwc-oSerie A2 fino alla stagione 2022-23, tra l'altro nemmeno conclusa a causa fallimento. Dalla stagione sportiva 2023-24 la principale società cestistica cittadina è Ferrara Basket 2018, militante nel campionato di mwc-sSerie B Nazionale. Nel basket femminile, la mwc-wBonfiglioli Ferrara Basket ha militato fino in mwc-0Serie A2.
Pallavolo
La squadra principale è la mwc-a4Torri Ferrara Volley fondata nel 1947, che milita in mwc-eSerie B. Ha disputato il torneo maschile di mwc-iSerie A1 dal 1997 al 2004.
Pallamano
Hanno sede nel Comune le società mwc-sHandball Estense e mwc-wG.S. Ariosto Pallamano Ferrara. La sede è il mwc-0Palaboschetto.
Rugby
Il mwdaaCUS Ferrara Rugby, fondato nel 1969, partecipa alla mwdaeSerie B. La squadra femminile milita in serie A.
Scherma
Società storica è l'Accademia di mwdakscherma Giancarlo Bernardi, che ha avuto come presidente onorario anche mwdaoGiuseppe Garibaldi. Fondata nel 1854 come "accademia di sciabola, spada e bastone", ne fece parte mwdasCarlo Gandini, vincitore della medaglia d'argento nella spada ai mwdawGiochi olimpici intermedi di Atene del 1906. Riccardo Schiavina si è laureato campione europeo under-20 nel 2008 nella spada individuale, e con i compagni di nazionale, campione del mondo nella spada a squadre nel 2009.cite-ref-233[229]
Tchoukball
Nel comune sono presenti 3 società di tchoukball: Ferrara Tchoukball, Tchoukball Satellite e Savonarola on fire. Nato nel 2007, i Ferrara Allnuts sono vincitori di un campionato italiano. Nel 2011, la città ha ospitato i campionati mondiali maschili e femminili. Nel ventunesimo secolo le squadre di tchoukball presenti a ferrara sono: Ferrara Monkeys (serie A), Ferrara Caplaz (serie A), Ferrata Caplit (serie B), Ferrara Pulcinuts (M15; squadra con più titoli italiani dell'omonima categoria), Savonarola on Fire (Serie B) e Titans (Serie B).
Impianti sportivi
I principali impianti sportivi in funzione sono lo mwdbustadio Paolo Mazza, lo stadio Giacomo Matteotti, il palasport mwdbyGiuseppe Bondi Arena, il mwdbcPalapalestre, l'ippodromo comunale, il motovelodromo comunale, il campo sportivo scolastico comunale, il palaghiaccio mwdbgPalaSilver, il mwdbkPalaboschetto e la piscina di via Beethoven.
Note
Annotazioni
cite-note-38nota 2. ↑ Una lapide marmorea posta in via Vittoria ricorda l'avveninento del 1492 con queste parole: Il 20 novembre 1492 il Duca Ercole I d'Este proteso a trasformare mirabilmente il volto della sua capitale onde farne la prima città moderna europea, invitò gli ebrei esuli dalla Spagna a trovare in Ferrara una nuova ospitale Patria e ad apportarvi il contributo del loro ingegno. Da allora e per secoli in questo edificio fiorì la Splendida Sinagoga Spagnola distrutta nel 1944 per mano dei nazifascisti e di qui venne diffuso in Italia e in Europa il prezioso messaggio della cultura sefardita. 20 novembre 1992. COMUNITA' EBRAICA DI FERRARA. DEPUTAZIONE FERRARESE DI STORIA PATRIA. mwdcgFERRARIAE DECUS
cite-note-40nota 3. ↑ Ferrara, città capofila della Giornata Europea della Cultura Ebraica: l'inaugurazione al Castello Estense, le visite guidate nell'antico ghetto, le danze in piazza, lo spettacolo dedicato a Grazia Nasì, marrana fuggita dal Portogallo e accolta dai duchi d'Este in un clima di cultura e di tolleranza. Un personaggio simbolo per una giornata dedicata alla 'Donna Sapiens', la figura femminile nell'ebraismo mwdcwmwdc0Dalla parte di Eva.
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Voci correlate
• mwe0eCoppia ferrarese
• mwe0mDialetto ferrarese
• mwe0kMura di Ferrara
• mwe0sPalazzi di Ferrara
• mwe00Palio di Ferrara
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Collegamenti esterni
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